venerdì 13 marzo 2026

Una poesia del 1991 e la chiusura dello stretto di Ormuz



di Ennio Abate



Nel parco

nel parco questa è l'ora
degli uccelli
degli scalpiccii alle spalle
mal indagati
dello sguardo
velato di nebbia e malattia

nessuna ventata sfonda

nel parco questa ò l'ora dei corvi
impellenti e più rapaci
dei tonfi nell'oscuro deposito del mondo

questa bara ambulante di silenzi
e orrori

(22 settembre 1991 | da E. A., La polis che non c'è)

martedì 10 marzo 2026

Ricordando Gigi e Lidia




di Ennio Abate

Sempre
tenemmo fermo lo sguardo
sul nero mantello di spaventevoli parole
che coprono le piaghe del mondo.

E sempre, pur feriti, lo scuotemmo.

((2011-2020 

lunedì 9 marzo 2026

Nunzio Di Sarno

 


Eterna benedizione

 

Cosa porta chi se ne va

Cosa rimane a chi resta

Nella testa e nel cuore

O nel corpo che pure

Sussulta e pena

 

Costretti all’altalena

Tra “avrei fatto o detto”

E propositi di riparazione

Che la morte e la paura

Accendono per poco

A una coscienza flebile

Che poco dura

 

Santo è il pianto

Di chi ancora in vita

È riuscito a dare e a dire

E non lascia arenare

O andare a fondo

Il fuoco vivo e sacro

Di terrena trasmissione




Via Crucis

 

Croci che ci portiamo

Solo per farci vedere

Nel buio di costrizioni

 

Croci che vi portiamo

Per far quadrare conti

Che non torneranno

 

Croci nella carne viva

Che assorbe violazioni

E conserva il dolore

 

Croci di generazioni

Pregando che possa

Estinguersi ogni male

 

Croci da bruciare

Per illuminare le vie

Per le resurrezioni




* Nunzio Di Sarno è docente e psicologo. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Mu (Oédipus, 2020), Wu (Bertoni 2021) ed Ellenika (Eretica 2023). Suoi articoli e poesie sono presenti su diversi blog, siti e riviste. Mu project è un progetto di poesia, video, musica e immagini, che porta avanti da alcuni anni su siti e social.

sabato 7 marzo 2026

giovedì 5 marzo 2026

domenica 1 marzo 2026

Su "Contemplazione, distrazione” di Paolo Valesio

 


Paolo Valesio, “Contemplazione, distrazione”, (Bohumil Edizioni), 2025

di Emma Pretti

 

Con questa sua ultima raccolta di poesie Paolo Valesio ci consegna un'opera di piena maturità che si sviluppa tra due cardini, include come cifra fondante la tensione tra due poli dell'esperienza moderna: da un lato la ricerca di senso e silenzio propria della contemplazione, dall'altro la dispersione della concentrazione tipica della vita contemporanea che crea continue contaminazioni, intersezioni, declassamento delle emozioni e del pensiero in caotici " regni intermedi" come li definisce appunto Valesio, all'insegna della rapidità, mediamente purgatoriali, universi da noi stessi creati pieni di specchi e distrazioni, fin troppo adiacenti e comunicanti tra loro, trasmettitori incessanti di nozioni, dati sensibili, informazioni esterne che spesso si accavallano e contraddicono, in una rete di notizie e rapporti che non creano un vero pensiero conoscitivo, ma paradossalmente solo superficialità, solitudine e isolamento.

giovedì 26 febbraio 2026

Doveva essere il 1943

 




di Ennio Abate


il  medico di paese visitò
un bimbo  magro facile ad ammalarsi

osservate i pagliaccetti
i palloni a fette colorate

sul bianco febbre del suo pigiama

e pensate 

sul bianco freddo della neve
che fuori a dicembre di sicuro cadeva
sui soldati  morenti 

nessuno sapeva la fine
il destino

lunedì 23 febbraio 2026

Tu si na malatia, Poesia!



Un commento al post sulla pagina FB di Anna Leone *

di Ennio Abate

o poesia, o poesia,/ perchè non rendi poi/ quel che prometti allor? perchè di tanto/ inganni i figli tuoi?

sabato 14 febbraio 2026

Quando un poeta muore, meglio tacer

 



di Ennio Abate


"La maggior parte dei morti tace.
Non dice più niente.
Ha - letteralmente - già detto tutto.
Per i poeti non è così.
I poeti continuano a parlare."

E come succede ‘sto miracolo?
I poeti, come tutti gli altri
se morti, tacciono.
E, a rigor di logica, sono sempre i vivi
che continuano a parlare
dei poeti o dei loro  versi.
Ma anche degli altri morti.

E solo in sogno
solo se esce 48
"'O muorto [...] pparla".

martedì 10 febbraio 2026

La poesia da lontano

 

 

Qualche ragionamento su Poesie e realtà 1945 - 2000
di Giancarlo Majorino

   di Ennio Abate  

 Poesie e realtà 1945 - 2000 di Giancarlo Majorino è un saggio sulla poesia italiana del secondo Novecento. Majorino vi ha lavorato per cinque anni, mettendo alla prova le sue coordinate critiche da varie angolazioni e a più riprese non soltanto nella scelta degli autori e dei testi, ma in affreschi periodizzanti storico-culturali e in calibrati giudizi particolari disseminati senza preoccupazioni scolastiche, come in una ininterrotta chiacchierata.

La struttura del libro è triadica, ma libera da preoccupazioni dialettiche. Nell'Apertura vengono accennate alcune idee di metodo. Nella corposa sezione centrale, Opere e vissuti - articolata a sua volta in tre zone cronologiche: L'evidenza della realtà, Il sogno critico e l'arrivo delle cose, L'epoca del gremito - gli autori e i testi vengono interpretati più da vicino. L'ultima parte procede ad una Chiusura, "falsa", tanto è affollata e problematica[1], ironica nel provvisorio commiato[2] e testarda nell'evocare l'altro, non metafisico ma tutto corporeo,  della poesia[3].

domenica 8 febbraio 2026

DIALETTO - ITALIANO - INGLESE GLOBISCH

 

Due note


di Ennio Abate

Ci sono due vie per capire a che punto siamo: la storia del secolare dibattito sulla questione della lingua,[i] l’esperienza di alcune generazioni di figli delle classi subordinate che si sono acculturate nella scuola italiana del dopoguerra.

Entrambe confermano che:
1. la lingua non è uno strumento neutro, accessibile a tutti in egual misura con un po’ di studio e buona volontà, ma strumento di dominio politico delle classi dominanti, che fanno di tutto per impedire alle classi subordinate di usarlo come strumento di emancipazione e di indipendenza;
2. i tentativi di emancipazione - (alfabetizzazione delle masse promossa a partire dai movimenti socialisti dalla fine dell’Ottocento, acculturazione dei figli delle classi subordinate nella scuola di massa dell’Italia repubblicana) - sono stati frenati, deviati e alla fine bloccati.

Infatti, nel nostro Paese, il passaggio dalla lingua materna (dialetto) a quella nazionale, che sembrava progresso e conquista di libertà, ha portato man mano alla subordinazione, ormai accolta con rassegnazione,[ii] anche dell’italiano alla lingua dei dominatori statunitensi a cui il destino dell’Italia, con la fine del fascismo, è stato legato. E oggi ci aggiriamo confusamente tra il vicolo cieco della sottomissione all’inglese globish sottoposte al Mercato e il vicolo altrettanto cieco del ritorno nostalgico di alcune minoranze intellettuali ai dialetti, intesi illusoriamente come lingua dell’autenticità perduta o della poesia perduta. [iii]
Come uscire da questo cortocircuito paralizzante tra passato irrecuperabile e presente comunque subordinato, è problema tuttora irrisolto. Un compito forse non più nostro ma dei nostri figli e nipoti. Se si sveglieranno da questa condizione, che a loro appare ”naturale” e non servile.



Note

[i] Vedi ad esempio:
- https://www.sissco.it/recensione-annale/la-politica-linguistica-in-italia-dallunificazione-nazionale-al-dibattito-sullinternazionalizzazione/
- https://www.raco.cat/index.php/QuadernsItalia/article/view/247564

[ii] Vedi: https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/passato-presente-e-futuro-dei-dialetti-e-dellitaliano/45204

[iii] Vedi dibattito del 2011 sul blog Moltinpoesia:
https://moltinpoesia.blogspot.com/2011/12/blog-post.html#more

martedì 3 febbraio 2026

GUERRE

 



verso vecchi cimiteri di campagna

i cipressi d’allora ai lati

urla e rantoli dei nemici che uccidemmo

dal gelo delle menti più feroci non ci protesse  più

- campionesse di pazienza, perdute donne -

lo splendente  calore dei vostri  corpi




* Immagine:  Tabea Nineo, Morente, carboncino 1990

 

mercoledì 21 gennaio 2026

Un «filo» tra Milano e Cologno Monzese

 

Palazzo di Via Legnano 28 a Milano dove abitava Franco Fortini


Incontri con Franco Fortini
di Ennio Abate


PER LEGGERE CLICCA

lunedì 12 gennaio 2026

Il mondo alla rovescia




di Ennio Abate

dunque, finì
nel buio il comunismo
e allora
ok Trump
ok Netanyahu
ok Putin
perché no ok Hamas
ok ayatollah Ali Khamenei
ok Maduro ecc.
a turno
per governare eh!
io ammazzo tu ammazzi egli ammazza

noi privilegiati
perché ancora non ammazzati
neppure solidarizzare più
con le vittime dovremmo
e appoggiare il brigante più piccolo
angariato dal brigante più grosso?





*Iran, lo sguardo di una ragazza di Isfahan. (Foto Michele Santoro, 2016)









sabato 3 gennaio 2026

sì, sì che lo conosco….


 di Ennio Abate




VENEZUELA | TRUMP

ci risiamo con le guerre democratiche | e ora? | sì, sì, consoliamoci con la satira dei potenti | una risata li seppellirà? | noia | speriamo in un Lenin e nei soviet (o in facsimili) | se no, prepariamoci tomba e crisantemi







* copertina: Uomini in fuga (2011) di Tabea Nineo | Il titolo si richiama alla canzone popolare E quei briganti neri: https://www.cantastoria.it/repertorio.html?view=article&id=30:e-quei-briganti-neri&catid=10