mercoledì 21 gennaio 2026

Un «filo» tra Milano e Cologno Monzese

 

Palazzo di Via Legnano 28 a Milano dove abitava Franco Fortini


Incontri con Franco Fortini
di Ennio Abate


PER LEGGERE CLICCA

lunedì 12 gennaio 2026

Il mondo alla rovescia




di Ennio Abate

dunque, finì
nel buio il comunismo
e allora
ok Trump
ok Netanyahu
ok Putin
perché no ok Hamas
ok ayatollah Ali Khamenei
ok Maduro ecc.
a turno
per governare eh!
io ammazzo tu ammazzi egli ammazza

noi privilegiati
perché ancora non ammazzati
neppure solidarizzare più
con le vittime dovremmo
e appoggiare il brigante più piccolo
angariato dal brigante più grosso?





*Iran, lo sguardo di una ragazza di Isfahan. (Foto Michele Santoro, 2016)









sabato 3 gennaio 2026

sì, sì che lo conosco….


 di Ennio Abate




VENEZUELA | TRUMP

ci risiamo con le guerre democratiche | e ora? | sì, sì, consoliamoci con la satira dei potenti | una risata li seppellirà? | noia | speriamo in un Lenin e nei soviet (o in facsimili) | se no, prepariamoci tomba e crisantemi







* copertina: Uomini in fuga (2011) di Tabea Nineo | Il titolo si richiama alla canzone popolare E quei briganti neri: https://www.cantastoria.it/repertorio.html?view=article&id=30:e-quei-briganti-neri&catid=10

mercoledì 31 dicembre 2025

Un mio sommesso augurio contro chi fa e appoggia le guerre



Non fate morire quell’albero gramo

che nella mente matura ribelli semi vermigli.

Ambascia ci porta, ma insieme pensieri 

tolti alla morte. E carezze al futuro.


(2010)

domenica 28 dicembre 2025

Parrocchietta del Sud

 

di Ennio Abate

Oh parrocchietta del sud, teca di vetro
dove con quei loro gracili corpi
che poco e male conoscevano
se ne stavano serrati!

domenica 21 dicembre 2025

RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1995-2000)


 di Ennio Abate
 

1995

1994-1995  Appunti e disappunti su Manocomete  (qui)

 Primavera 1995

Ladri di ciliegie
Ciclo di incontri a Cologno Monzese del gruppo di lettura su Franco Fortini. 
Interventi di:
Donato Salzarulo, Composita solvantur
Ennio Abate, Il ladro di ciliegie
Luca Ferrieri, Fortini leggere e scrivere
Alessia Meani, Questo muro
Marcello Guerra, Extrema ratio
Carmen Carlotta e Roberto Fabbri,  Fortini autore di testi per canzoni
Ezio Partesana, Verifica dei poteri

 31 maggio 1995

Romano Luperini e i Ladri di ciliegie
Incontro conclusivo del gruppo di lettura su Franco Fortini con la partecipazione di R. Luperini

domenica 7 dicembre 2025

IL VECCHIO STORICO E LA BELLA FANCIULLA

 


di Ennio Abate


Dubiti. Non sai come stringerai la mano
a Carlo V, dov’è la via per Anversa
e se Lutero, adocchiandoti, non ti sbaverà.

Una baldracca feroce, annidata in anfratti rugosi
discariche fetide, oscuri broli, ti pare la storia
fanciulla, occhi guizzanti e televisivi
e snobbarla, sfuggirle, vorresti.

I tuoi dolorini di pancia, però
già suoi travagli si direbbero.
Non dilettoso il monte in vista
e malandato Virgilio sono io.
Ma rassicurati. Un po’ la conosco.
Andiamole, dunque, incontro!

Bisogna amare l’altera fanciulla
che lieve viene nella mia abitazione
per studiare la storia.

Qui pare le si plachi il groppo alla gola
e, attratta dai biscottini, assaggi
la tremenda, scottante pozione.
Bisogna sugli eventi lasciarla ronzare.

Succhierà umori acri
e sgomenta, poi stizzita
chiederà incoraggiamenti.

Sorriderle bisogna
tacere, correggerla poco.
Perché viene dal silenzio lei.

I semi ne porta
e ha appena cominciato
a viaggiare nella storia
scalza, torpida, mal equipaggiata
chimere ancora inseguendo.

Perciò sempre tremo, m’inceppo, m’arresto.
Non vorrei che di botto la scuotesse
l’immane urlio e che servitù, morte, nulla
appannassero lo specchio del suo sorriso.

Prima deve passarle la paura.
Prima deve maturare ma nella storia
un nuovo sogno.
Lei chieda distratta. Lei scelga la danza.
mentre se lo costruisce da sé.
Io solo buone macerie le porgo

E, vedete, è quasi pronto.
Fra le mie mani lo trattengo.
Poi, quando sveglia sarà:
- Eccoti il sogno tuo! – le dirò.
L’ho protetto, mentre lo crescevi
e, per covarlo, dormivi.

Adesso la pancia non ti dorrà più.
Adesso puoi portarlo in giro tu.


maggio-dicembre 1994

domenica 30 novembre 2025

Epigoni e riti ripetitivi (2)

 


UN APPROFONDIMENTO

QUI


"in “Non in nostro nome” pesa soprattutto l’attuale mancanza di un’idea di poesia civile per l’oggi. Ammesso che in questo nostro tempo sia ancora possibile fare “poesia civile”. Questo è un problema niente affatto da dare per scontato o risolto o trascurabile; ed è, però, del tutto assente nell’Antologia. "

venerdì 28 novembre 2025

Il problema del Clima (letterario)



di Massimiliano Gusmaroli



Borbotta, Frabotta e ci rimbrotta

direbbe un falsetto poeta d'oggi

(ma godendo magia di poesia

parola poetica) contro (contro?)

il Clima che tutto devasta,

ma i giochi dei poeti magrelli

ancora nessuno rimette

come debiti ai loro autori

mercoledì 26 novembre 2025

Epigoni e riti ripetitivi: Cento poeti italiani in difesa della dignità umana (1)


di Ennio Abate

Siamo tutti epigoni di una vecchia storia, vero. E portati alla nostalgia, vero. Ma adesso state a rivendicare cosa? La dignità umana? E che senso ha rivendicarla a genocidio avvenuto? E perché proprio in 100? E perché dovrebbero rivendicarla a parte e soltanto i poeti?


P. s.
Questa la scrissi nel 2007 e vale amaramente ancora di più oggi nel 2025:



La bomba cade

la bomba cade
l'afghano muore
il mercante d'armi brinda

il papa prega
il terrorista si prepara
il pacifista manifesta

il poeta scrive versi ispirati
alla bomba che cade
all'afghano che muore
al mercante d'armi che brinda
al papa che prega
al terrorista che si prepara
al pacifista che manifesta

contro la bomba che cade
sempre su un altro:
afghano, irakeno, kosovaro, ceceno, etc.

che muore
che non brinda
che non manifesta
che non scrive versi
che lontano, lontano
riceve solo la bomba
della nostra intelligenza.

Dicembre 2007


Nota

Per altri precedenti riti ripetitivi vedi: 
Sull’antologia “Calpestare l’oblio”

martedì 25 novembre 2025

Undici poesie di Franco Fortini scelte per pensare Gaza

 


a cura di E. A. 

Ho scelto  queste undici poesie, scritte da Franco Fortini in tempi da noi oggi lontanissimi, con in mente una domanda: aiutano a riflettere sulla tragedia di  Gaza? La mia risposta è sì.


Sono morti ormai


Sono morti ormai tutti i prigionieri,

le porte sono aperte, sparsa la paglia, il fango è indurito,

non c’è più nessuno. I nemici

li hanno portati in fondo al bosco e uccisi.


Pensavo: con quanta gioia correranno, con quanta

ansia, dai luoghi oscuri! Ma tu sai bene:

si crede di aspettare e la speranza si inaridisce

si spera di ricordare e non si ricorda.


Più oltre li incontreremo: sarà l’orlo viscido

della fossa dove i nostri migliori, anime di una volta,

si corrompono. Non guarderemo, li coprirà la calce.

Siamo soldati, un giorno vale l’altro.

1952

Pag. 141

giovedì 20 novembre 2025

RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1987-1990)


Poesia e Moltinpoesia. Un percorso, un bilancio (6)


di 
Ennio Abate

1987

31 ottobre 1987

Gruppo poesia a  casa di Anna Ditel. Come allargare il discorso ad altri temi e farlo interagire con la redazione di "Laboratorio Samizdat" [1].

giovedì 13 novembre 2025

stazione



di Ennio Abate


convegno di povera folla infreddolita stanca

e muta e va vieni andirivieni

di solitudini inceppate

che si sono appena adesso disperse

e mi lasciano a proteggere

‘sto cagnolino fermo come un soprammobile

o secco e rigido di morte

una conclusione, dunque

mercoledì 12 novembre 2025

AVVERTIMENTI A UN POETA

 


di Ennio Abate

                                                                                                         
a Franco Arminio


prossimi a te/ a villa literno
non distanti da me/ nella piana dalbenga
ci sfiorano
e ovunque il merletto dindifferenza
godereccia / leuropa addosso si ricama
vanno dai giacigli di cartone e vecchi stracci
da vecchi serre inutilizzate / ai campi di lavoro
(non sul prato, non sul tuo prodigio alla clorofilla)
ma alla fabbrica a cielo aperto
e per quattordici ore a tremila lire pagate ciascuna
dallalba inizio della rapina
alla sera
(nellora per te scalena del commiato)
quando sul rettilineo che corre da ceriale ad albenga
nigeriane e brasiliani svendono i corpi accomodati
e senegalesi accampati lungo il fiume
mangiano erbe
spiando inerti i coiti altrui
e ragazzini sfrecciano in moto e auto
gridando bastardi e promettendo botte e piombo
non la malinconia provano ma    sozze paure
(e tu candido ebete non vedi che larcadia, glaucoma dei poeti!)




(23 settembre 19
89)



martedì 11 novembre 2025