di Ennio Abate
sopportai |
il silenzio su com'erano stati |
prima e altrove |
non compagni |
lo sdegno smisurato
per i calli degli operai |
la loquacità compiaciuta |
in stanze fumose |
di Ennio Abate
sopportai |
il silenzio su com'erano stati |
prima e altrove |
non compagni |
lo sdegno smisurato
per i calli degli operai |
la loquacità compiaciuta |
in stanze fumose |
tab 2015
di Ennio Abate
nelle tristi schiere di quelli
che le cose che contano
le sanno ormai inutili
dopo e le abbandonano
strada facendo
voglia di dirne altre
ma in troppi a parlare
ad ascoltare chi strilla
ciò che volevamo dire
non lo diremo mai più
4 feb 1975 | 10 set. 2026
Il Laboratorio Moltinpoesia,
nei primi tre anni di attività, calamitò fervori, entusiasmi e contraddizioni di
un piccolo gruppo di amici e conoscenti,
soprattutto milanesi ma pure di alcune
altre città.
Nel primo comunicato stampa (2 marzo
2006) ne chiarii gli intenti: contrastare la crisi della poesia organizzando proprio
gli «scriventi versi»,[i] di
cui parlava Majorino (o, nel gergo di allora, il cosiddetto “pubblico della
poesia”).
Pur avendo ben presente
quanto ambigua fosse quella diffusa passione per la poesia, spesso fondata su pochi o dubbi studi e
motivazioni esistenziali oscure, puntai a fare del Laboratorio, a cui si
partecipava - (oggi va sottolineato)- gratuitamente, un luogo di discussione non gerarchico sulle
questioni della poesia e aperto a tutti: dalla casalinga al docente
universitario.
Gli incontri furono seguiti
stabilmente da una quindicina di persone e raggiunsero un massimo di 50-60
partecipanti in particolari momenti. Più o meno guardati con diffidenza o
ignorati dai “poeti di serie A”, in quel “cantuccio” concessoci dalla Casa della Poesia
di Milano, si fece un bel lavoro.
Tenemmo riunioni quasi
mensili, dal settembre al giugno di ogni anno e alcuni incontri presso altri
circoli culturali di Milano o dei dintorni, per sviluppare una dimensione anche
itinerante del Laboratorio. Partecipammo e/o gestimmo alcuni “microfoni aperti”
della Casa della Poesia di Milano. Preparammo un questionario rivolto a
redattori di riviste di poesia (cartacee e on line) o a cenacoli e
associazioni culturali sempre di Milano e dintorni. Discutemmo alcune raccolte
poetiche dei partecipanti al Laboratorio o di autori ritenuti di
riferimento dai singoli partecipanti o su vari temi. Ci divertimmo anche a fare
alcuni -elementari ma significativi - esperimenti per produrre insieme un testo
poetico a partire da un tema. Costituimmo un embrionale “Gruppo Critici”. Stampammo
e pubblicammo a nostre spese cinque numeri di un «Fogliettone Moltinpoesia».[ii] Mettemmo
in cantiere la compilazione di un «Dizionarietto dei moltinpoesia», che
voleva documentare in modo ragionato la produzione di massa di testi
poetici o parapoetici. E, infine, a partire dal maggio 2009, gestimmo il blog
Moltinpoesia.[iii]
I contatti tra i
partecipanti al Laboratorio furono coordinati da me. Preparavo i calendari
annuali delle attività e, per ogni incontro, un dettagliato resoconto, seguito
spesso da un vivace scambio di commenti per posta elettronica.[iv]
Note
[i] E chi sono per noi che su riviste
di poesia pubblichiamo i versi
che ci piacciono? Fratelli? Concorrenti?
Compagni di strada? Pedine da manovra?
(https://moltinpoesia.blogspot.com/2010/03/ennio-abate-i-molti-nella-poesia-doggi.html)
[ii] Numero
1: https://www.poliscritture.it/2026/07/31/fogliettone-1-moltinpoesia-febbraio-2009/
Numero 2: https://moltinpoesia.blogspot.com/2010/03/fogliettone-moltinpoesia-n2-aprile-2009.html
Numero 3: https://www.poliscritture.it/2026/08/02/fogliettone-3-moltinpoesia-novembre-2009/
[iv] Tra gli incontri più seguiti e
significativi ci furono quelli con: - Giancalo
Majorino sul Viaggio nella presenza del tempo (dicembre
2007); - Giampiero Neri su Teatro naturale e teatro storico (marzo
2008); - Eugenio Grandinetti su Catullo e la poesia degli
antichi (marzo 2009); - Enzo Giarmoleo su Ferlinghetti; - Leonardo
Terzo e Simona Viciani su Bukowski; - Loredana Magazzeni, curatrice
dell’antologia «Corporea» di poesia femminile; - l’attore Oliviero
Corbetta, che recitò testi di Franco Fortini in una “prova di
spettacolo” intitolata «Per un buon uso delle rovine. Storia d’Italia tra
poesie e prose» (febbraio 2010). L’elenco degli incontri tenuti dal Laboratorio
Moltinpoesia di Milano si legger qui: https://moltinpoesia.blogspot.com/2023/12/moltinpoesia-gli-incontri-dal-2007-al.html
«Questa
nostra dottrina sarà forse accolta con un sorriso da coloro che, riservando
alla massa del popolo i vizi propri di tutti i mortali, dicono che il volgo è
in tutto sregolato, che fa paura se non ha paura, che la plebe o serve da
schiava o domina da padrona, che non è fatta per la verità, che non ha
giudizio, ecc. Invece la natura è una sola ed è comune a tutti… è identica in
tutti: tutti insuperbiscono del dominio; tutti fanno paura se non hanno paura,
e ovunque la verità è più o meno calpestata dai cattivi o dagli ignavi, specie
là dove il potere è nelle mani di uno o di pochi che nell’istruire i giudizi
non hanno di mira la giustizia o la verità, ma la consistenza dei patrimoni
Baruch Spinoza, Trattato
politico
di Ennio Abate |Tabea Nineo
al centro l’albero vive ancora
ma in foglie affumicate
contadino dimmi tu
come inseguirai
l’animale in fuga dal passato
madamina cagnolina signorina
quanti oh
in alto poi si vedrà
il bianco è figura
voi suoi tatuaggi
di Ennio Abate
Cocci di vetro
e nella cantina
un graffio di sole.
Capocchie lucenti
di spilli nel catrame.
Legni della segheria
bagnati di pioggia.
Il corno di vacca
in cima al palo.
di Ennio Abate
mi sfiorassero ancora
l'anatra colorata
con pastello d'infanzia
e le anguille nella pentola
tranquille
e in rimorso
la coda del gatto impiccato
(1963 circa)
* Tabea Nineo, Anatra, disegno 19 feb. 1992