martedì 21 luglio 2026

Sguardi


di Ennio Abate

 

Cocci di vetro
e nella cantina
un graffio di sole. 

Capocchie lucenti
di spilli nel catrame. 

Legni della segheria
bagnati di pioggia.

Il corno di vacca
in cima al palo.

 

(1963 circa)

sabato 18 luglio 2026

Mi sfiorassero ancora

 




di Ennio Abate



mi sfiorassero ancora

l'anatra colorata

con pastello d'infanzia

e le anguille nella pentola

tranquille

e in rimorso

la coda del gatto impiccato


(1963 circa)





* Tabea Nineo, Anatra, disegno 19 feb. 1992

venerdì 3 luglio 2026

Inchiesta sugli immigrati

 


                                                                                         poesie su Cologno Monzese (2)

di
Ennio Abate 


mercoledì 1 luglio 2026

Cantieri

 


poesie su Cologno Monzese (1)

di Ennio Abate

mentre nella mia stanza solitario accumulo appunti
di fronte a me altri - imponente - hanno elevato
un palazzaccio e  trasalendo me ne accorgo
quando - cemento d'oggi dimensioni d'oggi -
l'enorme quinta ha sigillato il rettangolo
di mutevole cielo che vedevo dalla mia finestra
e se m'affaccio controllo quanto ad ovest
ne ha ritagliato e come due ore quasi prima
sottrarrà - per sempre - il sole alla vista

attorno altri casermoni ingentili dall'uso
un prato che pur fiorisce a primavera
una sua spellacchiata esistenza
nugoli di bimbi in movimento impavido
fra stagioni di luci e nebbie

undici piani dunque
lavoro a un centinaio di muratori e tecnici
appartamenti a seicento famiglie
profitti alla cooperativa che mai coscienza illuminerà

 il braccio della gru ha ruotato lento silenzioso
e seminato carichi per due anni un altoparlante
ha gracchiato avvisi la sirena distribuito intervalli

i muratori - fantocci di Breughel accanto a fuochi
mattutini li ho visti entrare e uscire lentamente o di corsa
e comparirmi davanti dal panettiere o al bar qui sotto
contemporanei fotografabili televisivi 
per tornare poi sui ponteggi affacciarsi a gruppi
guidare i moti della carrucola scomparire
nelle cornici spoglie dei piani in spazi d'altra luce

dai bimbi ho saputo anche che i cani da guardia
ululanti a notte - hanno avuto la loro leggenda:
una cagna ha figliato è morta e il cane nero
a lungo l'ha vegliata 

gli appartamenti pronti a breve
custodiranno parti della vita normalmente orrenda
di seicento famiglie che hanno risparmiato
e litigato per risparmiare

pure i miei appunti scritti all'ombra del palazzaccio
tratterranno parti della mia vita altrettanto orrenda di questi anni
e l'interrogazione su quella a noi tutti mancante



(anni '90-'95 | 1 luglio 2026)


* Foto. Condominio Boccaccio 14/16 a Cologno Monzese  soprannominato "Colosseo"

Collage di rovi




di Emma Pretti


Morso di lupo

La notte che le stelle giacquero

m’insegnarono il male.

Se ne stava col pelo ritto

fuori dalla porta

e bestemmiava sé stesso.

Io proprio non capivo

dove ruzzolassero le sue parole

fuori dalla fosca cortina della nebbia.

Gobbo mi sembrava e straricco

e rapido a sparire

lasciando come traccia solo l’impronta

della propria lingua.

Rappresentava il lupo la civetta l’avvoltoio

o una colonna supersonica di fuoco

-          tutte le disumane difformi apparenze.

L’unico colpevole rimasto

con gli occhi roteanti nelle orbite vuote

mi raccontò del suo bosco perfetto

dove si raccolgono solo funghi velenosi.

 

 

Sacrificio

Serpenti senza legge

nella catapecchia manicomio

che tende verso la scarpata:

com’è possibile confrontare

la cornacchia e la lepre

rispetto a una simile posizione?

Non c’è idiota che non conosca

La strada sdrucciola

che fa di caino omicida

il miglior donatore.

 Dalla raccolta Economia del bosco, Caramanica editore, 2002

  

 

Afasia del male

Se i colpevoli non ci sono più

la memoria tace.

Dio sceglie il silenzio per salvare

le insensate ragioni del male inconcepibile

che cavalca i margini delle ombre e i loro tentacoli

e in lui dimora carbonizzato dal suo sguardo.

 


 Nel mezzo di un’aquila dipinta

 L’amore se l’han bevuto le stelle

Il sole brucia senza far rumore

E l’odio adesso è una risorsa.

Non costa niente, come un pezzo

di pane comune.

Segatura sotto i denti

Brace accesa tra i capelli.

Non sa leggere e non sa scrivere

Ma canta, canta al suono

Possente dei tamburi.

Canta e divora

-          Divora e geme.

 Dalla raccolta Modalità silenziosa, Genesi editrice, 2017

 

 

Istant poem

nel singhiozzo della tortora

l’alba è domani.

Manca pace e pioggia.

Componimento inedito

domenica 28 giugno 2026

"Rumori di fondo" di Luca Chiarei

 




"Un lettore attento potrà [...] cogliere anche in questi rumori di fondo ascoltati nella citta vuota (di politica, di futuro) qualche segno di ciò che oggi ci manca." (E. A.)

venerdì 26 giugno 2026

Aborto poetico pensando a un poema satirico

 


di Massimiliano Gusmaroli

                                              Scrivere uno scritto satirico è come

                                                          abbattere due uccelli con una sola pietra

                                                                                 (Baudelaireda «La ville des anges»)

 

venerdì 12 giugno 2026

Lezione del gatto nero

 

di Ennio Abate

ah, come l’ho imparata la lezione del gatto nero
che quand’ero bambino mangiò il passero 
lasciando  soltanto una zampetta stretta
nello spago con cui l’avevo legata  
al piede d'una sedia di paglia

andò così: tanta cura avevo di quel passero
- dono di un mio intrepido cugino di campagna
d’animali   più di me sapiente cacciatore

ma qualcuno - chi? -  lasciò socchiusa una porta
ed ero assente quando arrivò rapido e furtivo
dal giardino  assolato  nella  stanza in ombra  

dopo lo scempio l’ inseguii a sassate e
per giorni quel maledetto gatto nero nero


(2017 | 12 giugno 2026)

mercoledì 10 giugno 2026

a tagliola


 di Ennio Abate


 

la neve fredda assassina

suo umile complice
Guglielmo
ragazzo e cugino
prepara tagliole

oh, pettirosso!
oh, passero!

(e la pioggia, il vento
gli alberi lì intorno?)


(1dicembre 2017)

lunedì 8 giugno 2026

Ricami e affondi sulla crisi della poesia

 


di Ennio Abate

Ricami - come quelli sulla pagina FB di Gabriela Fantato di cui ho detto qui -  sono pure quelli di Alessandro Carrera sul blog "Le parole e le cose 2" (qui).
Affondi quelli di Franco Fortini in questa intervista del 1993 a RAI Educational, ora non più in circolazione ma che può essere letta interamente qui

venerdì 29 maggio 2026

In memoria di Giorgio Linguaglossa


Giorgio Linguaglossa è mancato a Roma il 20 aprile 2026. Il rapporto burrascoso che ho avuto con lui tra il 2010 e il 2013 e la successiva rottura non impediscono un mio omaggio sincero alla sua combattiva figura di poeta e di critico. Rifletterò sul suo lascito e forse ne parlerò ancora pubblicamente. Per ora ospito volentieri su Poliscritture i versi a lui dedicati da chi gli è stato fraterno amico e interlocutore puntiglioso per lunghi anni. [E. A.]

lunedì 25 maggio 2026

Poesia come lavoro o “essere vivente”?


di Ennio Abate

Questo è il mio intervento nella discussione aperta oggi da Gabriela Fantato sulla sua pagina FB. In Appendice il suo articolo.

domenica 24 maggio 2026

cronaca al volo (1)


maggio 2026


di Ennio Abate 

ah, sì, sì | Italia |  nel gorgo |dicono | della “disoccu-flazione”| la chiamano così | posti (tanti) di lavoro distrutti| e non ti dico  che  fine  farà | il potere d’acquisto | così equamente distribuito |da nord a sud | dall'alto all'alto

un paese che non c'era | nacque nel  1948 | sfollando 700.000 persone | occupando | distruggendo | villaggi | con le cattive o le buone maniere| ma distruggendo | erano amici nostri | ammirati | gli abbiamo preparato il terreno | nemici d'oggi | temuti

ah, ah | vecchi del '68|  piacerebbe imbarcarci | eh | con la Flotilla | e non invidiare più | i giovani presi a botte e | torturati | ma non | come capita ai palestinesi | un po' di meno | come s'addice a schiatta occidentale  

venerdì 22 maggio 2026

Una segnalazione e un commiato

 


di Ennio Abate

Cara Marina,vi seguo tramite la vetrina di FB. So della recensione di Massimo al libro di Velio Abati. (L’ho ricopiata anche sotto l’articolo di Poliscritture che segnalava l’uscita di La guerra d’Argo). So dell’uscita del tuo libro. E lo segnalerò anche su Poliscritture. Di più non mi sento di fare. Sono sempre più in rotta con l’area poetica-politica che a Milano, tra il mondadoriano Cucchi, Casa della Poesia di Milano in mano a De Angelis & C., Casa della Poesia al Trotter, guida ora la danza. Proprio ieri ho polemizzato coi “trotteriani” (https://moltinpoesia.blogspot.com/2026/05/contro-i-trotteriani-si-predica-bene-si.html).Un caro saluto a te e a Massimo.

giovedì 21 maggio 2026

adesso che

 


di Ennio Abate



il lampo non mi sfiorerà
adesso che
un cane in guardia per una finta sassata
pochi amici di svista
mi sono bastati per mesi