domenica 15 maggio 2011

CRITICA
Ennio Abate
Samizdat e il poeta esodante.
Dialoghetto n.1

      Oh, poeta esodante
In che merdume devi esodare!
Oh, poeta esodante
di cosa domani scriverai?

Toccati l’anima.
Non è umida e palpitante
di sogni e minime lussurie?
Meglio quest’umidità materna
dell’angoscia moderna
degli incubi d'un futuro che non vedrai?

           (Da Moltinpoesia e Fukushima  su http://moltinpoesia.blogspot.com/2011/03/dizionarietto-moltinpoesia-ennio-abate.html)


Samizdat -

Ti vedo mogio. Che succede? Hai perso l’ispirazione? Non hai vinto l’ultimo concorso di poesia indetto dall’assessorato di  Vattelapesca? Per pubblicare l’editore piccolo-medio alla portata delle tue tasche ti ha chiesto troppo? Al reading della Casa della poesia, mentre leggevi, il pubblico è scappato via?


Il poeta -


Non bastonarmi anche tu. Che  tempi! Ce l’avete tutti con i  poeti senza laurea!

Samizdat -

No! Che vuoi  che conti oggi una laurea! E in poesia poi chi te la dà? È tutto un fai-da-te (o un fai-per-te). Che confusione…


Il poeta -

Ma nella confusione ci son di quelli che alle gerarchie ci tengono e si vantano. Loro sarebbero i poeti di serie A e noi saremmo di serie B o C e, come  funghi  dopo un temporale, ci moltiplicheremmo infastidendoli! Toh, leggi questo articolo. Vedi che titolo:«I moltinpoesia: una genia ignorante e presuntuosissima di narcisi accecati, scribacchianti e sgomitanti».

Samizdat -

Eh, sì, caro mio! Sono finiti i tempi di Castelporziano,[1] quando i famosissimi (americani al solito!) Ginsberg e Corso leggevano sullo stesso palco assieme a poetanti e poetastri anonimi e improvvisati…

Il poeta -

Tutti pentiti oggi. Tutti a tenere come possono le distanze dalla plebaglia poetica! I loro cuori battono per l’aristocrazia

Samizdat -

Ma esiste ancora un’aristocrazia? E in poesia?

Il poeta –

No, di certo. Ma oggi i cuori battono per gli Spiriti Magni di una volta.  C’è chi propone di rivisitare il Castello degli Spiriti Magni[2] o di scalare nuovamente il  Parnaso (o almeno dei monti analoghi).

Samizdat -  

Queste sono le fisime degli uomini senza qualità d’oggi. Secondo me è un bluff…
  
Il poeta -


Lo credo io pure. Lo fanno per distinguersi e per svillaneggiarci («Ehi, pelandroni, salite anche voi, se avete la stoffa!»). E qualcuno si dà l’aria di averla persino scalata la Montagna degli Spiriti Magni. Ma io le uniche arrampicate che ho visto praticare negli ultimi decenni sono quelle per le scalinate di qualche grossa casa editrice o assessorato. Non mi va la spocchia, capisci. Questi fingono di fare lotta greco-romana con Leopardi. Te lo vedi  uno di loro a sfidare Leopardi? Può solo sperare  che la gobba  gli sia d’impedimento. E rabbrividisco  al pensiero  che sveglino  lo spirto guerrier che rugge in Foscolo. Vedersela con  Dante poi fa ridere!

Samizdat -

Sono  pensate cervellotiche, è vero. A scuola però mi dicevano che il Passaaaato, la Tradizioooone sono cose  importanti. E saperne oggi quasi nulla o ben poco, perché anch’io ho studiato in una scuola colabrodo, mi rode.

Il poeta -

Mettiti il cuore in pace. Nulla da fare. Ricordati di Palazzeschi:

Infine io ò pienamente ragione,
i tempi sono molto cambiati,
gli uomini non dimandano
più nulla dai poeti,
e lasciatemi divertire!
..

Non lo trovi un classico o uno spirito magno che stia giusto nelle pause  che strappiamo al sonno, al lavoro, alle persone care, alle insidie della vita quotidiana, alla depressione delle continue brutte notizie.  La lettura a spezzatino di Omero o di Dante  è la prova dell’abisso che divide il presente da quel passato…

Samizdat -

Beh, allora che fai? Non mi dire che Palazzeschi si divertirebbe in questa Babele di TV o Internet!

Il poeta -

No, no! Era solo per dire che mettersi oggi a scimmiottare gli Spiriti Magni mi pare una fesseria. Della deriva d’oggi e se sia possibile resistervi o bisogna, volenti o nolenti, annegarci, parleremo  al prossimo incontro. Ciao!


[1] Il Primo festival internazionale di poesia si tenne sulla spiaggia di Castelporziano nel 1979. Una testimonianza di Franco Cordelli e un video si trovano su http://asidel.wordpress.com/2011/01/11/le-manifestazioni-storiche-di-poesia/

 [2] Degli ospiti del Castello degli spiriti magni (troiani e antichi romani, uomini e donne, nobili per nascita o di pensiero come filosofi,  poeti, medici, matematici e astronomi)  Dante fa un nutrito elenco nel canto IV dell’Inferno (vv. 106-151).

*Il disegno di questo post è tratto dal Narratorio grafico di Tabea Nineo 

4 commenti:

  1. Poeta
    Io toglierei da questo fascio qualche erba.
    affinchè nella merda
    non si perda
    con la luarea o senza laurea
    oggi il mondo va scombussolato
    criticato, educato, liberato
    non bombardato
    e che si salvi comunque sia
    nostra madre poesia.
    Certo non la mia,
    che son poeta per magìa
    per avere solo per gioco
    acceso un grande fuoco.
    Emy

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  2. Se si tratta di un dialogo immaginario, almeno così sembra, dobbiamo tessere le lodi di Ennio visto che l’ironia è la nota dominante del tutto. La cosa che mi ha relativamente colpito è il giudizio che i poeti di serie A hanno nei confronti dei Moltinpoesia “una genia….. di narcisi scribacchianti e sgomitanti”giudizio anche questo credo immaginario. In realtà per i poeti di serie A , noi non esistiamo. D’altra parte quando le veline sono preoccupate e occupate nell’arte di apparire non hanno tempo per altro. Invece la cosa che mi sorprende è che nonostante tutto c’è ancora qualcuno tra i moltinpoesia che corre dietro, e non si capisce perché, questi poeti di serie A. Si, lo so qualcuno mi dirà sai non si sa mai , questi possono servire prima o poi, bisogna tenerseli buoni etc, etc….. Anch’io, se ne avessi avuto l’occasione, sarei andato a Castelporziano se non altro perché faceva un sacco figo. Ma quello che non capisco è perché da tempo, tutti , non solo i poeti di serie A, prendono le distanze da quel tipo di poesia beat che dal palco tremolante, era riuscita in parte a soddisfare gli animi dei giovani arrabbiati. Enzo

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  3. eh sì, era un'altra storia quella di Castelporziano. Uno che non era nessuno poteva incontrare Fernanda Pivano, parlarci e diventarne anche amico gentilmente corrisposto. E' successo a me, come a tanti altri, e mi ha lasciato un bel ricordo. Fernanda era di serie A eppure aveva molta attenzione per i giovani, ai quali regalava volentieri il suo parere. Anche perché sapeva scrivere, sebbene non si sia mai cimentata con la poesia. Mi sembra un buon modo di f a r e critica, fin ché ce l'ha fatta si è mantenuta curiosa di tutti. Una santa.

    Gran pezzo di teatro, Ennio. Complimenti.

    mayoor

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