venerdì 16 dicembre 2011

Enzo Giarmoleo
Addio George Withman !


                                                                                     
Parigi, luglio 1962

Lungo la Senna Jacopo a gambe levate, inseguito dai commessi di un supermercato del libro. Proiettato in avanti cercando di correre il più possibile, nelle sue tasche buona parte dell’esistenzialismo francese, Jean Paul Sartre, Camus, pocket book, edizioni economiche. I commessi segugi gli stanno alle calcagna, cercano di raggiungerlo. I bateaux mouches lenti tifano per lui, sta risalendo la Senna, suole di vento, direzione Notre Dame. L’unica via per salvarsi è tuffarsi nel labirinto del quartiere latino, uno dei luoghi non sventrati dall’urbanistica poliziesca di metà ottocento che favoriva la costruzione di vie rettilinee abolendo le vie strette e irregolari che favorivano focolai di insurrezione. Ancora uno slancio, ora è sul pavè di Quai de Tuileries. Se arriva a Pont Neuf è fatta! Rue Dauphine e poi un tuffo nei mille vicoli di Saint Germain des Près che conosce come le sue tasche. Scompare nell’atrio interno ad un palazzo, trafelatissimo, aspetta.

Si rannicchia, è felice di averla fatta franca, ora può cautamente guardare gli oggetti rubati dentro lo zaino. Finalmente potrà leggere “La Nausée” in lingua originale. Il pericolo sembra scampato, comincia a girovagare nel quartiere quando improvvisamente si imbatte in un negozio, una libreria atipica diversa non solo dal supermercato dei libri che aveva appena visitato ma anche da qualsiasi altra libreria al mondo. Sull’insegna c’è scritto “Shakespeare and Company”, il nome gli ricorda qualcosa, ha già sentito parlare di questo luogo, comincia a girare, fra gli scaffali, i libri adagiati nelle cassette della frutta, sono in lingua inglese. Mentre è ancora un po’ frastornato, un signore gli fa sapere che può sedersi se è stanco. Jacopo è  stupito, ma la memoria lo aiuta, ... ah sì, ha letto da qualche parte di un americano che a Parigi gestisce una libreria molto singolare…. Al terzo piano dello stabile viene ospitato qualche giovane che si trova temporaneamente in difficoltà o viaggiatori che fanno solo una sosta. E’ incredibile! George Whitman, questo il nome del fondatore della libreria chiama i suoi ospiti “tumble weeds” erbe mobili come quelle spostate dal vento nelle zone desertiche. Jacopo vorrebbe fare delle domande a Whitman ma non riesce, la timidezza lo assale. Sa che poi, come spesso gli succede in questi casi, si pentirà. La teiera è sempre sul fuoco, Whitman gli offre un tè. Per associazione Jacopo pensa  alla libreria “Calusca” di Primo Moroni a Milano, l’unica che almeno per l’accoglienza ricorda la “Shakespeare and Company”.

Milano

Ieri 14 dicembre 2011, George Whitman è morto, all’età di 98 anni.
Ma chi era veramente George  Whitman ? Alla fine degli anni '40 George si trasferisce a Parigi; lascia l’America come tanti artisti, poeti, scrittori che arrivano in questa città aperta. Vive in una piccola stanza d’albergo piena zeppa di libri che circondano la sua esistenza, i libri sono destinati ad essere venduti agli americani di passaggio. C’è una grande tradizione in tal senso, negli anni '20 a Parigi arrivano intellettuali di ogni tipo, gli espatriati americani , quelli della “lost generation”. Negli anni '50 la città diventa rifugio per gli intellettuali americani che scappano da politiche troppo repressive. Capita a tutti di diventare amici di George.
Il suo sogno è di aprire una vera libreria e nel tempo libero va alla ricerca del posto adatto. Il sogno sarà realizzato nel 1951. All’inizio la libreria si chiamava Mistral (il nome del suo amore a quel tempo), oppure “The Rag and Bone Shop of the Heart” (Il robivecchi del cuore).
“Shakespeare and Company” era invece il nome della libreria in rue de l’Odèon di Sylvia Beach, famosa per aver pubblicato con grande coraggio la prima edizione dell’Ulisse di Joyce. La libreria fu chiusa nel 1941 dopo il rifiuto di Sylvia di vendere l’ultimo esemplare di  Finnegans Wake ad un ufficiale nazista. Sylvia morendo nel 1962 lasciò in eredità a George il marchio del negozio. George, teneramente, chiamerà sua figlia Sylvie. 
Quando Jacopo arriva a Parigi, l’insegna è stata cambiata solo da poco tempo. La “Shakespeare and Company” di George al 37 di rue de la Bûcherie, (“La Macelleria”) a dispetto del nome, diventa un luogo di grande empatia dove ragazzi studenti studiosi possono restare per un po' di tempo e leggere gratuitamente i libri prestando in cambio il loro aiuto nel negozio. Quasi una piccola comune ma anche un centro culturale di riferimento per la cultura anglosassone in  Europa, quella cultura che spesso si intreccia con la cultura europea. Un’esperienza dunque particolare che forse anticipa i possibili modi di una libreria del futuro: ostello, libreria, biblioteca, comune etc.. . 
Si dice che George, questo vecchio socialista del New Jersey, fosse gentile anche con i ladri, non ha mai denunciato i ladri di libri. Diceva che non voleva mandarli in prigione perché sarebbe stato come mandarli a scuola di rapina.

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