sabato 5 febbraio 2011

CONTRIBUTI
Amaro ammore
Recensione di
Giuseppe Beppe Provenzale



Cosa succede a Monza?

Continua il permanere delle fortune della Poesia. Non quella Aulica Declamata Viscerale che frequenta aule scolastiche, circoli(ni), nicchie (finto) snob e radical chic, ma.
A Monza c’è Poesiapresente, gruppo di lavoro (un nome per tutti: Dome Bulfaro) che, con un’azione autenticamente culturale (e programmazione sociale al seguito), produce, propone e spettacolarizza brani, occasioni, performance e sentimenti adiacenti l’attività più nobile dell’umanità. Un unicum che altrove e da altri é etichettato come Poesia antica, moderna, elegiaca o ermetica, civile (solo con certe coloriture politiche) o disimpegnata, così-così, merdaccia (da Ungaretti) ecc.
A Monza vivono l’uomo di sempre, la società d’oggi e le sue vibrazioni contemporanee permanenti i sentimenti antichi.
Giovedì 4 al Teatro Binario 7 c’è stato questo. Amaro ammore, voci e suoni plurali che sfuggono a una catalogazione (spettacolo? performance? piece? rappresentazione? Non importa) mai rincorsa e qui  superflua.
Un cantautore, Canio Loguercio, ha usato il napoletano come lingua (mai B) di comunicazione universale. Ha sussurrato con la parola, arso con misuratissimi gesti sobri, articolato melodie, canto, amore e vita sentita dal profondo. Ha dialogato (anche con il numeroso pubblico partecipe) persino con un pupazzetto luminoso nato plastica Made in China e promosso anima trasferita. Sullo sfondo, una commossa installazione video (definizione riduttiva) di foto d’epoca di gente cessata, ha trasformato volti ed espressioni, donando respiro vitale appena accennato e riflettendo a specchio l’anima di coloro che, temporaneamente vivi , sanno ancora vedere.
A seguire poesie “contemporanee”, suppliche d’amore, poesie in Siciliano. Poi le poesie forti e tenere di Alexis Diaz (da Cuba, passando da Almeria, Spagna) e l’improvvisazione (con tecnica) poetica su parole suggerite dal pubblico in sala. Clip e video (Gianmaria Nerli; Luigi Nacci) hanno mostrato il valore propositivo evviva! della loro avanzata ricerca grafica e dell’asciuttezza stilistica del (per metafora) design italiano. Con superamento, senza smemoratezza, delle origini e la sua storia.
                        Signori, l’eccellenza italiana.


                        Giuseppe Beppe Provenzale

12 commenti:

  1. Struggente novità! Bravo Beppe! Emy

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  2. Ennio Abate:

    A Monza! A Monza!
    E manipoli di poeti invece di recarsi sul leopardiano colle di Recanati, come ha suggerito Tomaso Kemeny per festeggiare i 150 anni dell' unità d'Italia, si recarono in pellegrinaggio a Monza.
    Persino il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo (qui a sinistra nella hom page del nostro blog)
    deviò il suo percorso per correre a Monza
    ad ammirare L'ECCELLENZA MADE IN ITALY anche in poesia.
    Ahimè, non potrò vantarmi di esserci stato
    a Monza e mi posso godere la "struggente novità"
    solo dalla recensione di Beppe.
    Grazie Beppe!

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  3. Un sentito grazie Beppe da dome bulfaro e da tutto il gruppo di PoesiaPresente (www.poesiapresente.it) che per il 17 marzo ore 18 al Teatro Binario 7 di Monza ospiterà Alessandro Bergonzoni, ingresso libero
    (per chi non potesse o volesse andare a Recanati potrebbe rappresentare un'ottima alternativa culturale, perdipiù totalmente gratuita)


    @ Ennio Abate: la biodiversità è un valore da sostenere anche in poesia. Altrimenti si finisce per procedere per monoculture mentali; si cade nel facile sarcasmo...

    Di seguito l'introduzione alla serata di PoesiaPresente che potrebbe essere utile per "rifarsi il senno". db


    Alessandro Bergonzoni
    “Sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno”
    Teatro Binario 7- Monza 17 marzo ore 18

    “ (…) ci tolgono l’arte, la poesia, parola che per molti è parola colluttoria, ti sciacqui un po’ e la sputi fuori”. Gli “anestetizzatori sociali” ci hanno procurato “occlusioni intellettuali” nonché “paresi dell’anima”. Per questo occorre fare “alchemioterapia, cambiare alchimia, modificare le sostanze, la materia prima, e l’anima poi”. Alessandro Bergonzoni, artista affabulatore a tutto tondo, che ha fatto della “parola detta” un’arte, nell’incontro di PoesiaPresente feconderà i concetti di “cura” e “prendersi cura” con quello di Arte. Sono molti i concetti che collegano “arte” e “malattia” a quello di “uomo”, “coscienza” e “scienza”.
    Bergonzoni, sostenitore del diritto alla ricerca interiore, del diritto al pensiero, ci invita, attraverso una esplorazione linguistica votata alla vastità, a chiederci quale sia la nostra idea di “cura”, “adatto”, “sbagliato”, “malato”, “inutile”, “diverso”.
    “Urge” unirsi a lui per dire: “sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno (…)”

    “(…) Se non sono io il primo cittadino di me stesso, il mio governo, il mio parlamento, la mia assemblea quotidiana, cosa spero di portare all’esterno? Nei partiti? Nelle piazze? Se non lavoro attimo per attimo, figlio per figlio, sguardo per sguardo, sempre, anche quando dormo, quando sogno (…) Dal teatro al tetro, fatemi ripetere, ci chiudono, ci tolgono il cervello, non i fondi, ci tolgono l’arte, la poesia, parola che per molti è parola colluttoria, ti sciacqui un po’ e la sputi fuori, appena hai finito il festival, appena hai finito la serata, appena hai finito… Dobbiamo manifestare sempre 25 ore su 24, 370 giorni l’anno, anche quando sembra che abbiamo finito di fare il nostro dovere, il nostro librino, il nostro spettacolino… URGE urlo interiore, rivelazione e poi rivoluzione, andare e raccontare. URGE, cominciare altri mestieri, altri ruoli, scendere dal pero e andare negli ospedali, nelle scuole, non solo a fare il nostro lavoro ma il lavoro che ci spetta, se vogliamo tra tre generazioni avere generato altro. (…).
    Si deve iniziare a nascere, mutare, scegliere ogni secondo e non essere primi ma manifestare superiorità al pochissimo che ammala. Siamo pieni di metastasi culturali, lo dirò sempre, tumori intellettuali. Che prevenzione fare? Come risolvere? Mettendo nuoce gravemente alla salute sotto certi personaggi? È complesso, è faticoso, ovvio, ma se ci interessa il facile perché ci chiediamo come abbiamo fatto ad arrivare fin qua. Questa è la domanda.
    Allora direi alchemioterapia, cambiare alchimia, modificare le sostanze, la materia prima, e l’anima poi; meno citazioni, meno capipopolo, meno miti (che sono molto miti), meno medaglie! Vogliamo un nuovo petto con quello che c’è dentro. Ecco il nuovo ritrovato, siamo noi il nuovo ritrovato, basta esempi, noi siamo l’esempio. Piangere sul latte versato? No, cambiamo mucche.
    Vostro e non solo.”
    (dal Messaggio video di Alessandro Bergonzoni al Teatro Duse).

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  4. Ennio Abate:

    Come si vede anche lo spazio pubblicitario sul nostro blog è gratuito.
    Non mi pare che in omaggio alla biodiversità in poesia gli altri siti ospitino informazioni sul Laboratorio MOLTINPOESIA

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  5. Ennio, non ho mai assistito al laboratorio di MOLTINPOESIA. Credo a naso sia un momento di confronto importante, altamente formativo e democratico. Ho troppo rispetto del mio lavoro per mancare di rispetto al lavoro degli altri. Personalmente non mi permetterei mai di essere sarcastico su MOLTIPOESIA o su altro, tanto più se non ho vissuto in prima persona un'esperienza.
    Ho cercato di rispondere alle tue stilettate (per noi del tutto gratuite) con fatti concreti e molti molti contenuti, controbattendo nel dettaglio con un solo esempio su una data che hai tirato in ballo tu, non io.
    Noi di PoesiaPresente su facebook avremmo taggato volentieri questo articolo e il precedente di Beppe Provenzale su "Milano Ictus", peccato che in tutte e due le occasioni Ennio Abate con i suoi post, per ragioni a noi sconosciute dato che in entrambe le occasioni non c'eri, sia entrato a gamba tesa.
    Comunicandoti tutto il mio disappunto ma senza alcuna volontà di alimentare ulteriormente la polemica
    un saluto da
    db

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  6. Ennio Abate:

    @ db

    "Noi di PoesiaPresente su facebook avremmo taggato volentieri questo articolo e il precedente di Beppe Provenzale su "Milano Ictus"".

    Taggare solo chi vi loda o vi fa pubblicità? Come volevasi dimostrare.

    Per criticare non necessariamente bisogna esserci. Io critico e faccio sarcasmo su quello che leggo attentamente. Ho letto questo post
    di Beppe, mi è parso enfatico e incensatorio e l'ho criticato.
    PoesiaPresente per ora non l'ho criticata.

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  7. Giuseppe Beppe Provenzale risponde:

    Solo oggi, 8 febbraio, alle 18, ho letto questi interventi. Ringrazio Dome Bulfaro per gli apprezzamenti e consiglio chi volesse scrivere costi-quel-che-costi un pezzo (o lanciare frecciate) su eventi cui non ha partecipato di rivolgersi ad Ennio Abate.
    Egli può consigliare anche sugli aggettivi da usare (in questo caso enfatico e incensatorio)per misurarsi con l'autore (in questo caso me).

    Ennio ad Amore ammaro non c'era ma ha interpretato l'articolo secondo personali parametri che ne hanno misurato a modo suo il gradiente complessivo. Si può scrivere qualcosa su un argomento che non si conosce?
    Ennio ne é capace, complimenti.

    Ciò che per me é positivo - e non lo chiamo pubblicità - é quanto nel complesso scrive Dome Bulfaro che apre uno spiraglio d'aria nuova su poesia, sua destinazione e ruolo.
    E' vero, da qualche hanno ne parliamo anche noi nel Laboratorio - che non ha mai analizzato perché abbia perso così tante presenze... - ma le voci sono state sopraffatte dai tromboni. Continuiamo così?

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  8. Ennio Abate:


    Beppe insiste a chiedersi:« Si può scrivere qualcosa su un argomento che non si conosce?».
    Ripeto anche a lui: io non ho parlato dello spettacolo di Poesiapresente, ho parlato del modo come nel suo pezzo è stato raccontato.
    Questo lo conosco e si riconosce. Non è enfatico e incensatorio?
    Basta rileggersi:
    «Continua il permanere delle fortune della Poesia… Un unicum… A Monza vivono l’uomo di sempre, la società d’oggi e le sue vibrazioni contemporanee permanenti i sentimenti antichi… hanno mostrato il valore propositivo evviva! della loro avanzata ricerca grafica e dell’asciuttezza stilistica del (per metafora) design italiano…. Con superamento, senza smemoratezza, delle origini e la sua storia. Signori, l’eccellenza italiana».

    Aggiungo: e una sola di queste affermazioni fosse argomentata! No, va creduta sulla sua parola. Beppe c’è stato, ha visto. E non potrebbe non aver fatto un resoconto oggettivo e incontestabile.

    Aggiungo: e c’è tutto un contorno di frecciate ambigue e allusive:
    «[Poesia] Non quella Aulica Declamata Viscerale che frequenta aule scolastiche, circoli(ni), nicchie (finto) snob e radical chic… Un unicum che altrove e da altri é etichettato come Poesia antica, moderna, elegiaca o ermetica, civile (solo con certe coloriture politiche) o disimpegnata, così-così, merdaccia (da Ungaretti) ecc.».
    Chi è il bersaglio?
    Ovviamente, suppongo io, il Laboratorio «che non ha mai analizzato perché abbia perso così tante presenze».
    Eppure l’abbiamo appena fatto qualche mese fa prendendo spunto dalla lettera di Maria Di Lucia a Kemeny, una delle «presenze» evaporatesi. Ma si vede che Beppe non se n’è accorto. Eh, sì, «le voci sono state sopraffatte dai tromboni»…

    Infine,per scendere sulla terra, Bulfaro con Poesiapresente «apre uno spiraglio d'aria nuova su poesia, sua destinazione e ruolo» perché ha trovato – beato lui! - sponsor e finanziatori per la sua idea. Noi del Laboratorio Moltinpoesia lo "spiraglio d’aria nuova" dobbiamo soffiarcelo in un Fogliettone stampato in b/n in poche copie, in un blog affidato al tempo libero di alcuni di noi e di tanto in tanto in un angolino della Palazzina Liberty. Santi in paradiso o negli assessorati non ne abbiamo. Beppe, se li ha, li metta a disposizione. Altrimenti continuiamo così.

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  9. Giuseppe Beppe Provenzale risponde:

    Se tu fossi stato presente avresti concordato con me e non avresti sminuito il mio pezzo definendolo "incensatorio ed enfatico". Per quanto tu sia bravo e capace di leggere in profondità non puoi criticare la sostanza di un articolo senza sapere di cosa parla. Potresti solo entrare in merito alla forma, alla sintassi e a qualche inezia d'ortografia.
    Se tu fossi stato presente avresti letto l'articolo, l'avresti confrontato con le tue suggestioni e forse saresti stato d'accordo nel riconoscere in Amore ammaro il successo dell'azione poetica di Poesiapresente, comunque differente da quella portata avanti (o statica) del nostro Laboratorio. Meritoria, ma per me da focalizzare meglio.
    Migliorare no?
    Preciso che non ci sono strali contro di te, ma solo inviti a noi tutti - te compreso - ad interrogarsi sulla destinazione del lavoro che stiamo facendo; invito a interrogarsi sulla diaspora di molti Molti.
    Per finire subito.
    Respingo al mittente l'attacco a chi ha "santi" in paradiso e l'invito a mettere a disposizione i "miei". Non lo commento neppure perché il discorso é assai lungo ed implica parole come "qualità, ritorno, visibilità ecc."
    Ti ringrazio invece per l'attenzione che hai posto nella lettura di ogni parola del mio articolo e delle tue chiose aggiunte. Tu hai sempre detto che sono un provocatore, e ti ringrazio anche di questo: a me non piace sempre la stessa pizza e tendo a provare a migliorarla. Entriamo nella cucina del Laboratorio e ricominciamo dagli ingredienti? Mettiamo temporaneamente in soffitta i vari "Carnacina"?
    (se avessi usato una metafora musicale l'ultima parola sarebbe stata "tromboni")

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  10. Ennio Abate:

    Nel Laboratorio Moltinpoesia ognuno ha le sue fisse ed è bene discuterle apertamente, visto che ogni tanto vengono fuori.
    Tu, Beppe, hai quella del “migliorismo” o, più terra terra e senza ironia, l’esigenza di migliorare il lavoro del Laboratorio.
    Ottima intenzione. Anche se appena io tento di metterla sul concreto (anche sul piano economico e politico sul quale purtroppo anche la Poesia si regge), ti tiri indietro. E con la scusa che «il discorso é assai lungo ed implica parole come "qualità, ritorno, visibilità ecc."» non lo fai mai fino in fondo o ti limiti a dire che va fatto.
    Cogli al volo quest’occasione, esci dalle allusioni e fallo fino in fondo nella mailing list stretta o larga o sul blog. Spiegaci o spiegati.

    L’unica cosa che capisco al momento è che non ti vanno i “Carnacina” o i “tromboni”.
    Ma siccome non fai nomi io posso solo supporre da tue “antiche reazioni” che non condividi per nulla il lavoro di riflessione critica che ho fatto, ad es., su “Cos’è la poesia” di Fortini o su «Ridare funzione politica alla poesia: leggere attentamente le istruzioni» di Terzo.
    Sarebbe questa la «stessa pizza» che a te non piace e che io m'intestardisco a cuocere?
    L’altra cosa che capisco è che la «pizza» che ti piace sarebbe «l’azione poetica di Poesiapresente» o di esperienze affini che puntano a rimescolare la “poesia” con voce, musica, video, teatro, senza perdere tempo a definire “cos’è la poesia”, problema di attardati “tromboni” o ad analizzare i suoi rapporti con la politica, il sociale, la realtà o altre cose dove l'eccellenza italiana non emerge.

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  11. 3° (e ultima) replica di
    Giuseppe Beppe Provenzale

    Caro Ennio,
    il tuo ultimo commento non riguarda più il mio articolo su Amaro ammore ed esce fuori tema. Però ho apprezzato il tuo prudente silenzio nel non continuare a scrivere su una piece che non hai mai visto.
    Tu mi inviti a discutere. No, ancora una volta, perché io non credo nell’utilità di questa tipica discussione “all’italiana”. Io scrivo, tu rispondi estrapolando la parola che ti interessa e confezioni un pezzo, un pacchetto, una frecciata dove ti esibisci e tenti di mettermi “dalla parte del torto”.
    Poi riponi l'entrata a gamba tesa e proponi la mano tesa e l'invito a chiarirmi, a non tirarmi dietro, a spiegarmi. Visto che ti ha colpito la metafora sui carnacina e/o i tromboni, ma non hai colto l’indirizzo… fiducioso te ne confeziono un’altra ribaltando il tuo concetto sulla mia “fissa” migliorista e sul tuo sforzo di definire la poesia.
    Se io fossi uno che impiega (tu scrivi “perde”) tempo a definire cosa sia la poesia diresti che la mia è una “fissa”; se invece il “migliorista” fossi tu, allora tu saresti uno cui meritoriamente interessa il rimescolare poesia con voce, musica, video ecc..., magari scomodando il nuovo, il progressismo, il revisionismo, l’anti-accademico e il decotto dei vari carnacina. Come vedi basta cambiare le stazioni ottiche e mantenerle statiche. Concorderai con me che è più facile sedersi al proprio tavolo e compulsare, recensire, appoggiarsi e citare testi (?) che citano ciò che alcuni hanno scritto su ciò che altri a loro volta hanno scritto su scritti altrui… (d’altronde lo fai ogni giorno e più volte al giorno,) tutto ciò è più facile che innovare, mettersi in discussione, cambiare gli ingredienti. Lo sperimentare, rischiare, proporre si può fare solo se si ha coraggio (e principalmente) qualcosa da dire. Altrimenti è meglio continuare a ricercare, analizzare, compulsare ecc. sperando di non arrivare mai a una conclusione.
    Pensa per un attimo al drammatico giorno in cui tu scoprissi cos’è la poesia: "e ora come impiego il mio tempo?" Smarrito per paura della disoccupazione godresti il giusto trionfo solo per un attimo; l’attimo prima di dartela a gambe (figurato) dagli attacchi furibondi sferrati da critici meno fortunati e ancora a tempo indeterminato sulla ricerca della Verità.
    L’ho già scritto più volte e l’ho anche chiarito: ad alcuni – credo anche a te – non interessa il viaggio ma solo l’acquisto del biglietto.

    Mi accusi di non avanzare proposte? Altro che! Le ignori o le liquidi.
    Ricordi quelle di Mayoor nell’ottobre scorso? Per dirla con te, io avevo aderito “con enfasi”. Quale risultato? Il silenzio.

    Io sono dentro Moltinpoesia per scelta e da pessimo migliorista segnalo da sempre la pericolosità di posizioni statiche, passatiste e adiacenti argomentazioni e discussioni tipo “sesso degli angeli”. Faccio anche proposte, ma senza riscontro.

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  12. Ennio Abate a Provenzale:

    Non mi hai fatto i nomi dei "tromboni" né hai chiarito quale "pizza" preferisci. Taccio anch'io. Non inseguo chi fa l'anguilla.

    Qui sotto come memento quanto deciso nella riunione dell'ottobre 2010. Appena Mayoor sarà libero dai suoi impegni, riprenderemo le sue proposte:

    Programma delle iniziative pubbliche del Laboratorio alla Palazzina Liberty.
    Finora l’unica data stabilita dalla segreteria della Casa della Poesia è il 9 novembre. L’incontro sarà curato da Beppe Provenzale che affronterà un poeta siciliano del Settecento, Domenico Tempio.
    Non sappiamo al momento le date e il numero degli altri incontri. Sono state avanzate una serie di proposte da valutare prossimamente:
    1. Un reading di poesie dei partecipanti al Laboratorio con esercizi di dizione guidati da Marilena Verri;
    2. Degli incontro con gruppi affini ( rivista FarePoesia, ecc.);
    3. Un incontro su Zanzotto (Salzarulo);
    4. Un incontro su Fortini-Milano/Pasolini-Roma (Abate);
    5. Alcuni incontri con critici che si occupano di poesia (Linguaglossa, Giovannetti, ecc.).
    Le proposte sono provvisorie, rivedibili e sostituibili. Definiremo più avanti con maggior chiarezza il programma 2010-2011.

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