mercoledì 27 settembre 2023

Divenire Samizdat (3)


di Ennio Abate


Che cortocircuiti! Eh, sì. Non afferrava l'importanza
dei Grundrisse ma l’inseguiva. Ed era buona cosa
l’inseguimento, divorati da insana fame di sapere?

sabato 2 settembre 2023

Giorgio Morale su "Salernitudine"

 30 settembre 2007

Caro Ennio, ho letto con piacere il tuo "Salernitudine". Prediligo questa scrittura asciutta, essenziale, anche aspra, di tono alto, e il tessuto fortemente ellittico dell'opera, che lascia grandi spazi all’immaginazione e all’intelligenza del lettore. Ho trovato salda la struttura, efficace il montaggio, grande l’unità stilistica e identica la tonalità tra la cornice in prosa e le poesie.

giovedì 31 agosto 2023

Gianni Turchetta su "Salernitudine"

Nel lontano 14 maggio 2004, alla libreria Odradek di Milano, ebbi la fortuna di avere Gianni Turchetta come presentatore della mia prima  “poeteria” pubblicata: Salernitudine, Ripostes 2003. Da me conservati e oggi  gentilmente riletti e appena ritoccati dall’autore, ripropongo i preziosi appunti sugli aspetti linguistici e sui temi di quel libretto che egli sviluppò poi a voce. Rammaricandomi un po’ per non aver registrato la serata. [E. A.]

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mercoledì 16 agosto 2023

Divenire Samizdat (2)



di Ennio Abate


Alle 22 cominciava il turno di notte alla Sip. Assonnato
all’Ufficio Telegrammi. Nessuno chiamava per dettare
quella sera. Nessuno. Così s'applicò, si scervellò

sulle prime pagine dei Grundrisse appena usciti
e subito comprati. Sottolineava: «Ma l'epoca
che genera questo modo di vedere, il modo di vedere

dell'individuo isolato è proprio l'epoca dei rapporti
sociali […] finora piu` sviluppati. L'uomo è [...] un animale
sociale […] che solamente nella società può isolarsi". [1]

Chiarirsi il concetto di "astrazione determinata".
Cogliere ciò che è unitario nei fenomeni che appaiono
disparati e diversi, parafrasò. Batté appunti sul modulo

per telegrammi –  oh, pesante e rumorosa macchina
d’ufficio! – 
 E poi alle 8 del mattino, fine turno,
via dal palazzone della SIP in Piazza Affari fino

al palo davanti alla Statale. Bloccò con la catena. 
Una lezione di filosofia morale di Remo Cantoni.
Ricordi precisi, non più. Né delle belle st,udentesse

né dei ben vestiti studenti borghesi che nell'atrio, dove
per cortocircuiti culturali e  sbalzi sui gradoni sociali
frullavano insieme conversazioni e mossette indolenti. 






Nota

1. K. Marx, Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica 1857-1858 (Grundrisse), La Nuova Italia, 1971/74, pag. 5. 


martedì 15 agosto 2023

Divenire Samizdat (1)

 


di Ennio Abate


Nello spazio mentale - come tanti - leggeva, scriveva.
Pensava per iscritto. Non pagato. Perplesso. Che ne aveva
da censurarsi e dubitare. E molto. E troppo. E si sa.

domenica 13 agosto 2023

Ripensando nel 1994 appunti del 1970

 


di Ennio Abate

- In politica comunque c'eri
anche se ti dibattevi tra brutti fantasmi… 

C'ero come in ipnosi.
M'avranno visto altri fare cose.

venerdì 4 agosto 2023

«Non farmi arrabbiare, Ennio»

 


 foto di Dino Ignani

In morte di Anna Cascella Luciani


di Ennio Abate

Apprendo solo oggi della morte di Anna Cascella Luciani. Ci eravamo sfiorati nel 1991 al tempo del premio Laura Nobile a Siena, rincontrati attorno al 2011 grazie a comuni amici romani e iniziato  – con Poliscritture allora cartaceo - un rapporto di amichevole e intensa collaborazione. Poi scintille, attriti, la rottura.[1] E il silenzio tra noi. L’ho seguita (o spiata come da dietro una tenda?) di tanto in tanto sul palcoscenico della sua pagina FB.[2]  Ora scelgo di ricordarla  con questo nostro scambio di mail del 2015. C’è lei, ci sono io. E a me basta. Ciao Anna. [E. A.]


mercoledì 26 luglio 2023

Su "Salernitudine". Lettera (2004) a un amico



di Ennio Abate

25 aprile 2004


Caro X,
eccoti le informazioni che mi hai chiesto:

1. Prima di Salernitudine (Ripostes 2003), oltre a un po' di poesie sparse in riviste, avevo pubblicato nel 1982 -stampandolo in una tipografia di amici: Edizioni CELES di Cologno Monzese -   solo un altro libretto, Samizdat Colognom (titolo passato poi alla rivistina fotocopiata e omonima diffusa a mano  tra amici: 7 numeri tra 1999 e 2004). Poi,  finalista al LAURA NOBILE del 1991, uscì presso Scheiwiller nel 1992  il volumetto 5 POETI DEL PREMIO "LAURA NOBILE" 1991 con una selezione delle poesie da me presentate in quell'occasione.
Gli avevo dato il titolo Salernitudine/Immigratorio/Samizdat. Per il resto non mi sono mai dato da fare per pubblicare. Perché? Dovrei fare - ma lo evito adesso - un lungo discorso, dove entrerebbero in gioco: l'interruzione degli studi universitari cominciai a Napoli; il mio trasferimento a Milano; le peripezie fra lavoro per sostenere me e la famiglia che mi ero fatta e ripresa degli studi (abilitazione di disegno poi non utilizzata e laurea in lettere, che poi mi ha fatto imboccare la via dell'insegnamento); la militanza politica dal 1968 al 1976 in Avanguardia Operaia che ebbe la precedenza sulla mia ricerca artistica e letteraria continuata sempre in solitaria; il breve ma diretto rapporto con Fortini (vecchio); un tentativo infelice di pubblicare una raccolta  più ampia e meditata delle mie "poeterie" da Manni.