domenica 28 dicembre 2025

Parrocchietta del Sud

 

di Ennio Abate

Oh parrocchietta del sud, teca di vetro
dove con quei loro gracili corpi
che poco e male conoscevano
se ne stavano serrati!

domenica 21 dicembre 2025

RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1995-2000)


 di Ennio Abate
 

1995

1994-1995  Appunti e disappunti su Manocomete  (qui)

 Primavera 1995

Ladri di ciliegie
Ciclo di incontri a Cologno Monzese del gruppo di lettura su Franco Fortini. 
Interventi di:
Donato Salzarulo, Composita solvantur
Ennio Abate, Il ladro di ciliegie
Luca Ferrieri, Fortini leggere e scrivere
Alessia Meani, Questo muro
Marcello Guerra, Extrema ratio
Carmen Carlotta e Roberto Fabbri,  Fortini autore di testi per canzoni
Ezio Partesana, Verifica dei poteri

 31 maggio 1995

Romano Luperini e i Ladri di ciliegie
Incontro conclusivo del gruppo di lettura su Franco Fortini con la partecipazione di R. Luperini

domenica 7 dicembre 2025

IL VECCHIO STORICO E LA BELLA FANCIULLA

 


di Ennio Abate


Dubiti. Non sai come stringerai la mano
a Carlo V, dov’è la via per Anversa
e se Lutero, adocchiandoti, non ti sbaverà.

Una baldracca feroce, annidata in anfratti rugosi
discariche fetide, oscuri broli, ti pare la storia
fanciulla, occhi guizzanti e televisivi
e snobbarla, sfuggirle, vorresti.

I tuoi dolorini di pancia, però
già suoi travagli si direbbero.
Non dilettoso il monte in vista
e malandato Virgilio sono io.
Ma rassicurati. Un po’ la conosco.
Andiamole, dunque, incontro!

Bisogna amare l’altera fanciulla
che lieve viene nella mia abitazione
per studiare la storia.

Qui pare le si plachi il groppo alla gola
e, attratta dai biscottini, assaggi
la tremenda, scottante pozione.
Bisogna sugli eventi lasciarla ronzare.

Succhierà umori acri
e sgomenta, poi stizzita
chiederà incoraggiamenti.

Sorriderle bisogna
tacere, correggerla poco.
Perché viene dal silenzio lei.

I semi ne porta
e ha appena cominciato
a viaggiare nella storia
scalza, torpida, mal equipaggiata
chimere ancora inseguendo.

Perciò sempre tremo, m’inceppo, m’arresto.
Non vorrei che di botto la scuotesse
l’immane urlio e che servitù, morte, nulla
appannassero lo specchio del suo sorriso.

Prima deve passarle la paura.
Prima deve maturare ma nella storia
un nuovo sogno.
Lei chieda distratta. Lei scelga la danza.
mentre se lo costruisce da sé.
Io solo buone macerie le porgo

E, vedete, è quasi pronto.
Fra le mie mani lo trattengo.
Poi, quando sveglia sarà:
- Eccoti il sogno tuo! – le dirò.
L’ho protetto, mentre lo crescevi
e, per covarlo, dormivi.

Adesso la pancia non ti dorrà più.
Adesso puoi portarlo in giro tu.


maggio-dicembre 1994

domenica 30 novembre 2025

Epigoni e riti ripetitivi (2)

 


UN APPROFONDIMENTO

QUI


"in “Non in nostro nome” pesa soprattutto l’attuale mancanza di un’idea di poesia civile per l’oggi. Ammesso che in questo nostro tempo sia ancora possibile fare “poesia civile”. Questo è un problema niente affatto da dare per scontato o risolto o trascurabile; ed è, però, del tutto assente nell’Antologia. "

venerdì 28 novembre 2025

Il problema del Clima (letterario)



di Massimiliano Gusmaroli



Borbotta, Frabotta e ci rimbrotta

direbbe un falsetto poeta d'oggi

(ma godendo magia di poesia

parola poetica) contro (contro?)

il Clima che tutto devasta,

ma i giochi dei poeti magrelli

ancora nessuno rimette

come debiti ai loro autori

mercoledì 26 novembre 2025

Epigoni e riti ripetitivi: Cento poeti italiani in difesa della dignità umana (1)


di Ennio Abate

Siamo tutti epigoni di una vecchia storia, vero. E portati alla nostalgia, vero. Ma adesso state a rivendicare cosa? La dignità umana? E che senso ha rivendicarla a genocidio avvenuto? E perché proprio in 100? E perché dovrebbero rivendicarla a parte e soltanto i poeti?


P. s.
Questa la scrissi nel 2007 e vale amaramente ancora di più oggi nel 2025:



La bomba cade

la bomba cade
l'afghano muore
il mercante d'armi brinda

il papa prega
il terrorista si prepara
il pacifista manifesta

il poeta scrive versi ispirati
alla bomba che cade
all'afghano che muore
al mercante d'armi che brinda
al papa che prega
al terrorista che si prepara
al pacifista che manifesta

contro la bomba che cade
sempre su un altro:
afghano, irakeno, kosovaro, ceceno, etc.

che muore
che non brinda
che non manifesta
che non scrive versi
che lontano, lontano
riceve solo la bomba
della nostra intelligenza.

Dicembre 2007


Nota

Per altri precedenti riti ripetitivi vedi: 
Sull’antologia “Calpestare l’oblio”

martedì 25 novembre 2025

Undici poesie di Franco Fortini scelte per pensare Gaza

 


a cura di E. A. 

Ho scelto  queste undici poesie, scritte da Franco Fortini in tempi da noi oggi lontanissimi, con in mente una domanda: aiutano a riflettere sulla tragedia di  Gaza? La mia risposta è sì.


Sono morti ormai


Sono morti ormai tutti i prigionieri,

le porte sono aperte, sparsa la paglia, il fango è indurito,

non c’è più nessuno. I nemici

li hanno portati in fondo al bosco e uccisi.


Pensavo: con quanta gioia correranno, con quanta

ansia, dai luoghi oscuri! Ma tu sai bene:

si crede di aspettare e la speranza si inaridisce

si spera di ricordare e non si ricorda.


Più oltre li incontreremo: sarà l’orlo viscido

della fossa dove i nostri migliori, anime di una volta,

si corrompono. Non guarderemo, li coprirà la calce.

Siamo soldati, un giorno vale l’altro.

1952

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