di Piero Del Giudice
sabato 8 ottobre 2011
Experimentum moltinpoesia
Trasformare Tranströmer
Su, chi osa prendere questa mia poesia (sono l' ultimo Nobel, perdio! Un poeta-feticcio! ) e correggerla, cambiarla, rimaneggiarla? Chi di voi comincia? Che lo fulmino... [E.A.]
Una notte d’inverno di
Tomas Tranströmer
La tempesta poggia la sua bocca alla casa
e soffia per emettere un suono.
Dormo inquieto, mi giro, leggo
il testo della tempesta assopita.
Ma gli occhi del bambino sono spalancati al buio
e il temporale mugola per lui.
Entrambi amano le lampade che dondolano.
Entrambi sono a metà strada dal linguaggio.
La tempesta ha mani infantili e ali.
La carovana si lancia verso la Lapponia.
E la casa avverte la sua costellazione di chiodi
che tiene insieme le pareti.
La notte è immobile sul nostro pavimento
(dove tutti i passi attutiti
riposano come foglie affondate in uno stagno)
ma fuori infuria la notte!
Sul mondo passa una piú grave tempesta.
Poggia la sua bocca alla nostra anima
e soffia per emettere un suono – temiamo
che la tempesta soffiando ci svuoti.
Segnalazione
Paolo Giovannetti
e Gianni Turchetta
presentano Pietropaoli
alla Libreria Odradek
Libreria Odradek
Via Principe Eugenio 28
20155 Milano
tel. 02 314948
www.odradek.it
Via Principe Eugenio 28
20155 Milano
tel. 02 314948
www.odradek.it
Martedì 11 ottobre, alle ore 18
Paolo Giovannetti e Gianni Turchetta presentano
Dissezioni di Antonio Pietropaoli (Oèdipus edizioni)
e ne
discutono con l'autore.
La partecipazione è
libera.
venerdì 7 ottobre 2011
Gianmario Lucini
Avevano una speranza
alla macchia
Avevano una speranza alla macchia
- mio padre, Luciano, il Moro, i quattro slavi
dei quali più nulla si seppe -
poter cogliere in pace il frutto
delle proprie fatiche,
falciare il prato, andare
per il mondo con la vita in mano
ancora da iniziare sui vent'anni,
un amore sereno, una pace
fatta di casa, di pane e qualche chiacchiera
di domenica con gli amici all'osteria;
Enzo Giarmoleo
Silenzio
Mattinata silenziosa non sappiamo se pioverà un primo segnale di
freddo il cielo è irlandese le nuvole silenziose fanno presagire uragani
Contadini moderni pregano in silenzio che arrivi la pioggia la morte di
Steve ci lascia perplessi e silenziosi solo un mantra serpeggia nelle
menti “Stay hungry, stay foolish” “Stay hungry, stay foolish” In
silenzio cerchiamo di capire il significato di questo invito mentre
sulle pagine della cultura del Corriere la notizia del nobel al poeta
del silenzio fa a pugni con lo stridore delle notizie nostrane sulle
consulenze poetiche a pagamento la foto di Tranströmer al pianoforte
nessuna supponenza la moglie lo guarda compiaciuta sulle labbra e sugli
occhi una dolce ironia il silenzio contrapposto al potere in un interno
Una mattinata silenziosa solo una voce disturba “Il partito della
gnocca” “Il partito della gnocca”
7 ottobre 20011
7 ottobre 20011
Ennio Abate
Una polemichetta
con LE PAROLE E LE COSE
CHEST’E NUNN’È CENSURE.
CHEST’È
DEMOCRAZIE!
Chist’è nu blogghe chine e duttur’e.
So tutt’ figli e figli’e e prufessur’e.
Scrivene e chest’. Scrivene e chell’.
Sanne e Furtine e sanne e Foucoll’.
giovedì 6 ottobre 2011
Ennio Abate
Miss Poesia e Miss Pecunia
1. Vorrei tornare sull’argomento. E correggere sia l’impressione di aver criticato la “bottega Cucchi” per sbandierare i meriti della “bottega-LaboratorioMoltinpoesia” sia il tiro dei commenti: scandalizzati, rassegnati, incerti. Come se, dopo aver tirato il sasso, si nascondesse la mano. E poi non mi va di far passare l’idea che il denaro sia «sterco del demonio» come fossimo nel medioevo o cedere alla retorica del «gratis è più bello che a pagamento» insinuatasi nel mio titolo. Non ho nostalgia per le società primitive pre-mercantili e pre-capitalistiche. Non sogno una utopistica società del dono. E non ignoro che le scuole a pagamento di scrittura, di poesia (o d’altro) sono tantissime o che un Baricco, ben più di un Cucchi, è diventato un manager della letteratura con la sua Scuola Holden, dove i mezzi analfabeti che escono dalla scuola pubblica pagano profumatamente per scrivere.
mercoledì 5 ottobre 2011
Leonardo Terzo
Historical Aiku
Siamo altri figli ormai
Cuori di gente sopraffatta
Ci domina
Una stirpe di servi.
Canto dei Bantù Shilipoti
martedì 4 ottobre 2011
SEGNALAZIONE
Archivio DEDALuS
sabato 8 ottobre 2011 ore18,30
A r c h i v i o D E D A L u S
Ass. Culturale e Archivio di Poesia Contemporanea in Video
Vi invita a:
Costellazione Poesia Red-shift a Milano e oltre
Sabato 8 ottobre 2011 ore 18.30
In occasione della Giornata AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiana)
prevista per l'8 ottobre, presentiamo, in una mostra e reading, l'insieme dei gruppi, associazioni,
riviste che a vario titolo e seguendo varie linee di ricerca si occupano di poesia in questa città e in
alcune realtà di provincia.
lunedì 3 ottobre 2011
SEGNALAZIONE
Bianciardi al Centro Puecher
di Milano
Centro Puecher
Spazio del Sole e della Luna
(ex Casa della Pace)
Via U. Dini 7 – 20141 Milano
(tram 3 e 15; MM2-capolinea piazza Abbiategrasso)
Venerdì 7 ottobre 2011
Ore 20.45
LUCIANO BIANCIARDI
NEL 40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE
SEGNALAZIONE
I giovedì di Turro
Incontro del 6 ottobre 2011
Il 6/10/2011 alle 21,00 serata collettiva di poesia,con alcuni dei poeti che hanno partecipato alle tante serate della rassegna "I GIOVEDI' DI TURRO" ed altri ancora, primo appuntamento del mese di ottobre 2011, organizzata dall'Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo Arci Martiri di Turro, che avrà luogo, con ingresso gratuito con tessera ARCI, giovedì 6 ottobre 2011, alle ore 21,00 al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta, 14 a Milano.
In particolare saranno presenti Ada Crippa, Alberto Figliolia, Annamaria Locatelli, Antonella Doria, Chiarina Buongiorno, Enzo Giarmoleo, Ezio Spataro, Maddalena Capalbi, Maria Dilucia, Mihai Mircea Butcovan, Serag Ahmed, Tito Truglia e tanti altri ancora che presenteranno una selezione delle loro più belle poesie.
sabato 1 ottobre 2011
Paolo Pezzaglia
San Babila
E’ a San Babila che ancora batte
il cuore stanco di
Milano.
Nella sghemba piazza scalena
sta in disparte la chiesa
come la signora impoverita
- non la dimentico -
che per decoro sulla pietra
del suo sagrato vuole morire.
venerdì 30 settembre 2011
A PAGAMENTO?
MA NEL LABORATORIO "MOLTINPOESIA"
NON LO FACCIAMO GRATIS,
MEGLIO E NON EX CATEDRA?
Qui di seguito la notizia presa da internet :
LABORATORIO DI POESIA: BOTTEGA DI POESIA
a cura di Maurizio Cucchi
a cura di Maurizio Cucchi
Dal 3 ottobre ogni lunedì dalle 15 alle 17 – prenotare con anticipo (almeno una
settimana)
Per rispondere alla viva esigenza dei moltissimi poeti o aspiranti poeti, di
ogni età, o comunque di chi scrive senza avere ancora trovato un interlocutore
valido, verrà istituito un vero e proprio servizio di consulenza tecnica. Chi
ne farà richiesta, riceverà direttamente, in un incontro individuale un parere
sui propri testi, e otterrà indicazioni concrete su come procedere e
migliorare, per sfruttare al meglio le proprie risorse.Chi vorrà sottoporre i propri versi dovrà inviarli via e-mail a info@casadellacultura.it (in numero di non oltre 200) in anteprima, perché possano essere già a conoscenza dell’esperto al momento dell’incontro. Ognuno potrà poi, se vorrà, in seguito tornare, con le stesse modalità di richiesta.
Gli incontri con Maurizio Cucchi (di 30’) sono stati stabiliti ogni lunedì a partire dal 3 ottobre, dalle 15 alle 17, con prenotazione di almeno una settimana di anticipo.
Per ogni incontro è richiesto un contributo di 80 euro.
I versamenti possono essere effettuati a mezzo bonifico al codice IBAN
IT48 Z030 6909 5260 0045 3850 143
inviando conferma dell’operazione a info@casadellacultura.it
1° commento
Mentre leggevo mi mordevo le labbra, pensavo che finalmente qualcuno aveva
avuto il coraggio di intraprendere un'iniziativa cui molti avevano sicuramente
pensato ma nessuno aveva avuto la capacità di realizzare.giovedì 29 settembre 2011
Lucio Mayoor Tosi
Titoli
Le donne sono spumanti.
Il futuro ci sorveglia.
Chiacchiere dei sassi.
Dietro gli occhiali da sole una nave da crociera.
Sui denti le bandierine dei saluti. Tutto è
paesaggio.
Insegne di versi. Leggere o scambiarsi telefonate.
Le mani penzoloni, chiare azzurrine parrucchiere.
Pinne.
mercoledì 28 settembre 2011
Massimo Gezzi
Due poesie inedite
22 settembre 2011 da LE PAROLE E LE COSE
[Queste due poesie fanno parte di una sezione inedita composta da dieci testi. Ognuno di essi ha un numero di strofe pari alla sua posizione e al suo titolo].
Quattro
strati sotto Piazza Matteotti
I.
Il primo è ricoperto
di terra umida, piena di muschi
e di cemento. La pala la frantuma,
la penetra a fatica.
Il primo è ricoperto
di terra umida, piena di muschi
e di cemento. La pala la frantuma,
la penetra a fatica.
Paul Celan
Per errore questa poesia pubblicata in un post precedente è stata cancellata. La ripropongo. [E.A.]
Spazzata via dal
vento raggiante del tuo linguaggio,
la variopinta chiacchiera dell’esperienza
ammucchiata – la poesia dalle cento
lingue, menzognera,
il niente di poesia.
Rita Simonitto
Balla-tetta
Hai l’irriverenza della gioventù
che non sopporta rime baciate
casomai fugaci toccate e via.
Puntuta spingi la ricerca d’apparire
violando il chiostro della veste
che non frena l’ondeggiare e punge
il desiderio di chi si accosta a te,
fanciulla mia, che sei più bella
quando non sfarfalli con la tetta.
sabato 24 settembre 2011
SEGNALAZIONE
Omaggio a Roberto Sanesi
Monza 22 sett.-19 ott. 2011
I colori delle parole
Omaggio a Roberto Sanesi a dieci anni dalla scomparsa
una mostra di Scrittura visuale, a cura di Alberto Crespi
Monza - Galleria Civica di via Camperio
22 settembre - 19 ottobre 2011
Inaugurazione
giovedì 22 settembre 2011 alle ore 18
Omaggio a Roberto Sanesi a dieci anni dalla scomparsa
una mostra di Scrittura visuale, a cura di Alberto Crespi
Monza - Galleria Civica di via Camperio
22 settembre - 19 ottobre 2011
Inaugurazione
giovedì 22 settembre 2011 alle ore 18
Alberto Crespi
I COLORI DELLE PAROLE
Un omaggio a Roberto Sanesi
A dieci anni dalla scomparsa, il ricordo di Sanesi non
si affievolisce; anzi, grazie alla dedizione della moglie Anita
per il lavoro di Roberto, lievita di anno in anno. Proprio dell’entità
di quel lavoro si parlava all’inizio di questa estate, in
occasione della ricognizione delle opere che sarebbero confluite
nella mostra odierna. In quella mitica casa milanese
col giardino sospeso sulla trincea delle ferrovie nord, a due
passi dall’Arco della Pace, il lavoro di Sanesi si profilava di
una mole via via crescente, man mano che libri manoscritti
quaderni d’appunti articoli di giornale e di riviste riemergevano
dall’ombra.
venerdì 23 settembre 2011
SEGNALAZIONE
Ciaran Carson
Confetti di Belfast
| Notizie sull'autore e altre poesie introdotte da un saggio di Eleonora Ottaviani sono sul sito de L'OSPITE INGRATO, da cui ho scelto questa. [E.A.] | ||||||||
|
mercoledì 21 settembre 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Ennio Abate
Il tarlo dell'esodante
rifugiato in una poesia
di Bertolt Brecht
Bertolt Brecht, A chi esita*
Dici: «Per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze, ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è ora falso di quel che abbiamo detto?
[IL
TARLO:
È falso tutto quello che avete detto
credendo (o fingendo di credere) di parlare a degli amici o almeno ad
avversari curiosi. Erano invece vostri nemici. E avreste dovuto sapere o imparare presto che,
appena individuati come dissenzienti, critici, anticonformisti, vi
avrebbero trattato senza esitazione da nemici. Avete sbagliato a credere
innocenti le vostre ribellioni. Avete sbagliato a non vedere quanto cinico è
il formalismo delle Leggi uguali per tutti, usate invece come scacciacani contro di voi. Ben vi sta.]
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Emilia Banfi
Quest'autun
A vulen i fouei sui camp minà,
sui maceri, sui mort, sui suldà.
O dòna sta ghe diset
a la tua bèla tusèta?
U vist brilà i sò eucc
marun,
la ghè pù la sua scòla.
O bèla africana sta ghe diset
a la tua bèla tusèta
- Se te saret prumòsa
te cumprarò la biciclèta-?
Cul temp ariverà anca la primavera,
ma ti o dona sta lì
cambia minga bandera.
Sta lì cun la tua tusa
fas minga vegnì in ment
de vegnì a Lampedusa.
Chi la gent la mangia, la studia,
la laura, la vif e supratùt la rit,
la ga minga ul temp de pensà anca a
ti.
Sta li bèla quièta
vedarèm de mandat na biciclèta.
SEGNALAZIONE
Leonardo Terzo
Visioni del mondo
e ideologie letterarie
Ogni teoria della letteratura rispecchia il senso generale che il teorico di turno ha della realtà.
Per
esempio, Sartre, da filosofo esistenzialista, che vede il senso della
condizione umana nella libertà delle scelte che ogni uomo è costretto a
fare, considera conseguentemente la letteratura come ennesima
espressione di tale libertà.
I
formalisti russi, che sono sostanzialmente dei linguisti, considerano la
letteratura in primo luogo un linguaggio e, per la sua specificità come
letterarietà, uno scarto dalla norma linguistica, con un effetto di
straniamento.
Foucault,
che è uno storico e sa che la storia è governata dai rapporti di forza,
è interessato all’evoluzione delle forme del potere; vede perciò nella
letteratura una di queste forme, e il suo specifico, rispetto alle
altre, sta nell’essere una forma di potere velata sotto una patina di
piacere e mistificante naturalità.
Leggi tutto su Articolo di Leonardo Terzo
lunedì 19 settembre 2011
CONTRIBUTI
Vincent Baudoleo et alii
Que-est ce que
on doit faire en automne?
Cari amici,
sono le cattive letture… che vi rovinano DOVE PORTA IL TRAM DEI MOLTINPOESIA?
forse aspetta passeggeri...prima di partire.
NON AL CAPOLINEA SE SI TORNA ALLA POESIA
(Au-dessus des étangs, au-dessous des vallées…)Avete letto i giornali? Ma in un paese così come si fa ad aver voglia di fare poesia? Anche la pace delle vacanze mi è sembrata falsa. A qualcuno di voi questa realtà detterà parole, io per il momento riesco a fare solo cose illeggibili.
Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées ?
mais de quel côté ?
le côté droit de la guerre de Lybie
où le côte sud de la guerre d'Afganistan
de ce côte-ci, de ce côté-là, ou des deux côtés
où encore de tous les côtés
et d'un côté a l'autre,
d'un certain côté il n'a pas tout les torts
Vincent Baudeleo
E POI DICONO CHE LA LINGUA ITALIANA
NON LA PARLERA' PIU' NESSUNO
FORSE EMIGRERA' ?
CHISSA'!
per di più chi non conosce il francese fa un pò fatica...
venerdì 16 settembre 2011
SEGNALAZIONE
Galatea
E' uscito in rete il fascicolo di settembre di Galatea.
E' una rivista che cerca di parlare di realtà, di far parlare le persone, di sottrarsi all'ovvietà e alla banalità che assedia e prepara il disastro.
E' un buon fascicolo, penso sia utile segnalarvelo: www.galatea.ch
Piero Del Giudice
Luigi Di Ruscio
martedì 13 settembre 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Rita Simonitto
Casa miseria
Luna allo spasimo alla finestra
tra listelle e vetri insudiciati,
ginocchia col sale che brucia alle giunture
per scale senza fine, estraneità percettiva
che porta a contare i passi dei gradini
e sale impudica la voglia, segnare i pianerottoli
di piscio come liberi gatti
eppur legati anch’essi a un territorio.
Casa miseria che non dai pace né pur la prendi
dalle pene di un mondo che invano arrota i denti
e invano tu mostri quaderni dove hai segnato
con cognomi e nomi i traditori
ma se nessuno ascolta
si impiglieranno le voci come refoli d’aria
su dai camini spento ogni fuoco. Oramai.
05.08.2011
giovedì 8 settembre 2011
CONTRIBUTI
Ennio Abate
Il Tarlo della Libia.
Riflessioni e domande
di un esodante
La pubblicazione di questo articolo ha avuto un percorso travagliato. L'avevo scritto per "Nazione Indiana" e al dibattito svoltosi su quel sito tra febbraio e marzo 2011 mi richiamavo. Avrebbe dovuto uscire senza più problemi dopo il chiarimento avuto con uno dei redattori di NI. Sono invece intervenuti degli ostacoli (Cfr. Nota* alla fine) che mi hanno indotto a proporlo ad altri siti (Sinistra in rete, Megachip) che l'hanno accolto. Lo propongo, contro ogni censura o autocensura, anche su questo blog. [E.A]
[…] Amici,
davvero,
a chi sotto i piedi la terra non gli brucia al punto che paia
meglio qualunque cosa piuttosto che rimanere, a colui
io non ho nulla da dire». Così Gotama, il Budda.
Ma anche noi, che non più ci occupiamo dell’arte della pazienza
ma piuttosto dell’arte dell’impazienza, noi che tante proposte
di natura terrena formuliamo, gli uomini scongiurando
a scuoter da sé i propri carnefici dal viso d’uomo, pensiamo
che a quanti,
di fronte ai bombardieri del capitale, già in volo, domandano
e troppo a lungo, che ne pensiamo, come immaginiamo il
futuro,
e che ne sarà dei loro salvadanai e calzoni della domenica, dopo
tanto sconvolgimento, noi
non molto abbiamo da dire.
(B. Brecht, La parabola di Budda sulla casa in fiamme, in Poesie 1933-1956, p. 189)
Ricordo le discussioni quando Barack Obama e Hillary Rodham Clinton si contendevano la candidatura presidenziale. Alcune femministe invitavano ad appoggiare Hillary perché era donna, altre afroamericane invitavano ad appoggiare Obama perché era di colore. Il tempo ha dimostrato che lassù in alto non contano né il colore della pelle né il genere.
(supMarcos,Terza Lettera a Don Luis Villoro nello scambio su Etica e Politica, luglio-agosto 2011)
Cari/e amici/che di Nazione Indiana,
circa sei mesi fa qualcuno s’illuse che la guerra in Libia sarebbe stata “lampo”.[1] (E l’Afghanistan? E l’Irak?). Ecchè - si diceva, si scriveva, anche su NI - «lasciamo che il rais bombardi quelli che lui chiama i ribelli?». Si sospendano, orsù, «le questioni di principio». Tacciano i cacadubbi di turno pronti a ricordare che «i droni americani stanno facendo stragi quotidiane di civili in Afghanistan». Che patetici quelli che vedono negli insorti dei «pupazzi eterodiretti dal Capitale Globale o dai vertici del complotto demoplutopippoquiquoqua». E basta - si diceva, si scriveva - con ‘sto Valentino Parlato, deplorevole esempio di «una “sinistra” che sta sempre coi [dittatori] più deboli» (perché, invece, c’è da stare subito, senza se e senza ma, con quelli forti).
SEGNALAZIONE
Paolo Giovannetti
Raccontare dopo Gomorra
Giovedì 15 settembre ore 21.00
Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.- Via A.Tadino,18 - 20124 Milano Tel.02 2951 3268
Criticare la critica.
Incontri sullo stato della critica letteraria oggi
Paolo Giovannetti e Mauro Novelli
ci parleranno di
Raccontare dopo Gomorra
La recente narrativa italiana in undici opere (2007-2010)
a cura di Paolo Giovannetti
Edizioni Unicopli – 2011
Circa quindici anni fa la critica si chiedeva: è ancora possibile
raccontare dopo Pulp Fiction? Artifici narrativi esibiti, violenza
iperbolizzata (e ironizzata), centralità dell’audiovideo: alcuni
degli ingredienti sono ben noti.
Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.- Via A.Tadino,18 - 20124 Milano Tel.02 2951 3268
Criticare la critica.
Incontri sullo stato della critica letteraria oggi
Paolo Giovannetti e Mauro Novelli
ci parleranno di
Raccontare dopo Gomorra
La recente narrativa italiana in undici opere (2007-2010)
a cura di Paolo Giovannetti
Edizioni Unicopli – 2011
Circa quindici anni fa la critica si chiedeva: è ancora possibile
raccontare dopo Pulp Fiction? Artifici narrativi esibiti, violenza
iperbolizzata (e ironizzata), centralità dell’audiovideo: alcuni
degli ingredienti sono ben noti.
martedì 6 settembre 2011
SEGNALAZIONE
Emanuele Zinato
Le idee e le forme
La critica letteraria
dal 1900 ai nostri giorni
Secondo una recente, sintetica ed efficace definizione, «un critico lette-
rario è un lettore che scrive di quel che legge» (Onofri, 2008, p. 9). Di
conseguenza, «passare dalla lettura disinteressata alla scrittura (scrittu-
ra critica) significa stabilire un rapporto col proprio linguaggio» (Bal-
dacci, 2001, p. 31). Critica e lettura, accomunati dal fatto di essere due
momenti della ricezione delle opere, per altri aspetti differiscono dun-
que tra loro. In greco, krités significa "giudice" e krinein "giudicare":
con il termine critica (in inglese criticism, in francese critique, in tedesco
Kritik) Ci si riferisce all' operazione di chi descrive, interpreta e valuta
un' opera d'arte. Questa attività, tuttavia, potrebbe essere svolta anche
da un singolo lettore che decida di dar forma scritta, nello spazio chiu-
so di un diario privato, alla sua esperienza. La critica letteraria invece si
differenzia dalla lettura non solo perché è lettura-scrittura ma anche per-
ché è un atto pubblico, un'esperienza rivolta a persuadere un destinata-
rio, là dove la lettura è un atto individuale. L'attività del critico, a diffe-
renza di quella del lettore, comporta un agire comunicativo legittimato
in qualche modo da un'istituzione culturale (scuola, università, editoria,
giornalismo) e capace di conquistarsi un ascolto e un consenso median-
te la forza argomentativa e persuasiva dello stile.Il critico in sostanza
può essere considerato un intellettuale che tie ne in riuso il patrimonio
letterario, lo seleziona e ne rende i significati attuali in situazioni storiche
nuove rispetto a quelle del contesto originario (cfr. Luperini, 2002).
domenica 4 settembre 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Attilio Mangano
Poesie
*
Per la domanda segreta di un senso e di un fine
per quelle azzurre mattine in cui parli inquieta
Per quel forte temporale con le sue passioni nuove
per fare ogni tanto le prove del bene e del male
Per quel sorriso intrigante di donna maliziosa
per la voglia maliziosa del piacere e del niente
per quella rossa amarena che si scioglie nella bocca
per la risata un pò sciocca che cancella la pena
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Lucio Mayoor Tosi
Saluto
Le parole sono incollate e sferragliano
diritte nella periferia
tanto qua è un andare liquoroso
di pioggia là sotto
nelle settimane scordate
dove si prega battendo le mani.
Poi dimentichi.
Ci vediamo.
Chiudi bene.
martedì 23 agosto 2011
CONTRIBUTI
Ennio Abate
Su Paola Febbraro 1
È stata Marcella Corsi di Roma a farmi per la prima volta il nome, a me ignoto, di Paola Febbraro anni fa. Afferrai che ammirava i suoi versi e che aveva una stima affettuosa per lei, che nata nel 1956 è morta nel 2008. Più tardi ebbi, sempre da un amico romano, Salvatore Dell’Aquila, il suo libro pubblicato da Manni nel 2002, La rivoluzione è solo la terra. Ha un formato di dimensioni inconsuete (un rettangolo 13x20,5 cm.) scelte - suppongo - per accogliere versi quasi sempre lunghi o lunghissimi. Sono riuscito ad aprirlo e a leggerlo solo quest’estate. E qui, a puntate, farò il resoconto della mia lettura.
giovedì 11 agosto 2011
CONTRIBUTI
Enzo Giarmoleo
Un messaggio da Ferlinghetti:
Una piazza per i poeti
E' apparsa in questi giorni la notizia che presto, a North Beach, quartiere di San Francisco in California, sorgerà un’isola pedonale, dedicata a quella banda di ribelli impenitenti definiti “Poeti della Beat Generation”. L’isola avrà un podio fisso per reading e incontri letterari.
Si tratta della “Poets Plaza-Piazza Saint Francis” ideata dal poeta Lawrence Ferlinghetti. Per associazione, insieme al significato che la città di San Francisco audace, cosmopolita e ribelle, ha assunto nella vita errante e inquieta del poeta mi sono tornate in mente alcune sue poesie di grande respiro “Away Above a Harborful” e “How to paint sunlight”.
mercoledì 10 agosto 2011
CRITICA
Ennio Abate ed Enzo Giarmoleo
Al margine di una conversazione
su "Serve ancora la teoria?"
alla Libreria popolare
di via Tadino a Milano
Giovedì 7 luglio, alle ore 21.00, nella Libreria Popolare di Via Tadino (Milano) Paolo Giovannetti, Antonio Loreto, Milli Graffi, Daniele Giglioli e Paolo Zublena conversarono su un tema oggi "fuori moda", ponedosi la domanda "Ci serve ancora la teoria?"( s'intende: in letteraratura) a partire dai fascicoli 45 ("in teoria in pratica") e 46 ("Brani di cognizione") della gloriosa (per gli addetti ai lavori) rivista “Il Verri”. Anche se in ritardo pubblichiamo un resoconto di impressioni e commento della serata scritto da me ed Enzo Giarmoleo.
[E.A.]
[E.A.]
*
Enzo Giamoleo:
Caro Ennio,
ti ringrazio per la proposta [di fare il resoconto dell’incontro alla Libreria di Via Tadino], ma ti devo confessare che non sono riuscito a prendere un gran che di appunti, un po’ per l'uso di linguaggi specialistici, un po’ per la volontà, forse la gioia di qualche oratore di non farsi capire ed anche perché ad un certo punto mi sono liberato, rilassato. Mi son detto: meno male che c'è Abate che prende appunti e poi riesce a imbastire un discorso, una risposta... Però mi piacerebbe poter leggere le tue impressioni. Nel frattempo ti mando le mie, un po’ raffazzonate. enzo
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