lunedì 3 ottobre 2011

SEGNALAZIONE
Bianciardi al Centro Puecher
di Milano

Centro Puecher
 Spazio del Sole e della Luna
(ex Casa della Pace)

Via U. Dini 7 – 20141 Milano
(tram 3 e 15; MM2-capolinea piazza Abbiategrasso)

Venerdì 7 ottobre 2011
Ore 20.45

LUCIANO BIANCIARDI
NEL 40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

 
Modera
Giuseppe Deiana, presidente dell’Associazione Centro Comunitario Puecher

Proiezione
del film La vita agra, di Carlo Lizzani (1964) e
del cortometraggio A Loth of Skype (2011)


Intervengono
Attilio Mangano, professore, saggista e scrittore
Federico Di Chiara, autore del cortometraggio

1 commento:

  1. ENNIO...ho letto tuo scritto di poco fa, e ti rispondo qui, penso che anche gli altri interessati ( destinatarie/i del tuo scritto) potranno leggere come te a loro volta.

    Scelgo questo post, anche se rispetto ai temi da te sollevati dovevo andare in quello specifico precedente.

    Lo scelgo perchè attinente perfettamente ai temi che hai lanciato:c'è un libro,un film una storia e per finire (ma potevo inziare da lei) c'è la memoria per un grande scrittore

    è una memoria di come da uscire dal "grigio", cosa che almeno per quanto mi riguarda incombe al 100% in ogni giornata, ma può colorarlo solo ciascuno di noi, 25 ore su 24 appunto come dicevi nel tuo scritto perfettamente, con musa musica poesia ,o come dici tu miss poesia (sull'aspetto "mercato" ho già detto come la penso nell'altro post, che è in assonanza accordo a quanto epsrimevi tu poco fa) ;

    poesia è nel senso più ampio da intendersi, in ogni sua gamma di emozione , espressione, riflessione..non t'abbandona mai, sia che tu la scriva sia che tu la possa vivere e basta,anche se sembra la cosa piu difficile proprio come diceva Bukowski

    il tuo scritto si aggancia perfettamente anche a lui ma visto che siamo qui si abbina all'unisono alla vita agra,perchè in quella storia sentivi il concetto di poetica-politica in un tuttuno come deve essere fra sogno individuale e collettivo

    paraddossalmente è politico anche il colore delle foglie d'autunno stagione che citava emy se non erro,
    colore politico non perchè l'autunno laziale o mezzo socialista comunista, ma perchè se ti tagliano l'unico albero che avevi sotto la tua finestra per spararci una colata di cemento oppure senza totale senso addirittura per non spararci nulla perchè hanno finito i soldi pure per il cemento, il tuo piccolo angolino sorgente di autunno per la bellezza vicino alla tua finestra è kaput..
    potrai allora ri-versare il colore del tuo dolore in un altro senso e parallelo di ramo in viale o cortile spoglio

    tutto questo lo hai raccontato molto bene tu nel tuo scritto, non mi ci dilungo;

    è importante forse un altro discorso fatto nel tuo scritto , dico solo la mia chiaramente ,fai o fatene come meglio credi/credete

    non penso che questa vostra voce incamminata fra il singolo/plurale, debba avere un "molti" nella molteplicità dei fogli,o ambienti, o meglio "stanze" che dicevi

    " il quaderno" diario o zibaldone o quel che l'è di un blog come questo , tanto come mi sembra di capire sia l'altro strumento del fogliettone, è un sup_porto di r_accolta della vostre vele da non disperdere in mille rivoli, fogli o strumenti...

    le regole fanno parte sicuramente della parte più antipatica ,appartengono anche ma non solo "tecnica" ( vedi ad es anche l'altro discorso su come fare un post) , ma ci vogliono..se non ci sono ognuno può fare alla cazzo di cane come gli pare e non è nemmeno una forma poetica di anarchia.

    se vi siete dati quelle del "fogliettone", potreste darvi quelle dello "zibaldone" ( questo blog con sezione antologica come mi sembrava di capire da un tuo accenno) così pure potreste darvi quelle di comunicazioni più private fra voi , definendo meglio in un vostro concerto cosa è bene rimanga nella memoria raccolta di un luogo che offre strumenti metodologici per la stessa ( vedi es. Tag o etichette, oppure cronologico), cosa invece deve viaggiare lasciato privo di sistematicità, catalogo,repertoriabilità,etc in bigliettini /mail liberi fra voi.

    ciao.

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