martedì 12 ottobre 2010

DOPOGUERRA una poesia di Emilia Banfi


 
 
 
 
 
 
 
 
Ora
scende il buio sui sepolcri
dal sangue volano i rapaci
la neve fresca compie
l'ultimo lavacro.
 
Impronte di fango sul prato,
ancora un passo,
una carezza, un bacio
nel sole l'impazienza
della prima margherita.
 
La guerra non arriva alla radice.

1 commento:

  1. Scende la tenebra dell’oblio sulla morte che non ci riguarda. La guerra riguarda sempre qualcun altro. Si combatte sempre lontano dai nostri sguardi. La natura deterge con candida indifferenza i dolori degli uomini e ammanta di bianco le ombre della spietatezza solo per fare il suo corso. L’impronta di fango sul prato non è qualcosa di sporco come la guerra, ma la presenza dell’amore che continuerà a vivere con la stessa caparbietà di quel frammento di radice rimasta intatta sotto la terra. La guerra distrugge, ma per fortuna, non ce la fa a distruggere tutto.
    Giuseppina Broccoli

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