sabato 16 ottobre 2010

Eugenio Grandinetti
CHE BELLA PAROLA




Che bella parola “democrazia”
voglio gridarla in mezzo alla via,
voglio diffonderla in tutta la terra
anche a costo di fare la guerra.
Fare la guerra non è tanto male
se si persegue il grande ideale
di assicurare l’egemonia
ai finanzieri di casa mia.
La sola cosa che oggi ha importanza
è l’andamento della finanza
che non dovrebbe aver cedimenti
perchè i ricchi non si lamentino.
Che si lamenti la vile plebaglia
perchè si mandano alla battaglia
soltanto poveri e diseredati:
tanto per questo vengon pagati.---
Vengon pagati con pochi contanti
che però a loro paiono tanti.
Paiono tanti perchè col salario
si riesce a stento a sbarcare il lunario
ma chi delle armi esercita l’arte
mangia e mette qualcosa da parte.
Certo in guerra si può morire
e nessuno può aver da ridire
ma muore pure per qualche incidente
chi va a lavorare per poco o niente.
Quello che conta è che vada avanti
questo sistema di acquisto in contanti
d’uomini che vanno a lavorare
o vanno in guerra a farsi ammazzare.

5 commenti:

  1. Non é comodo dirlo, nè fa opinione, ma si muore anche di conformismo.
    Conformismo di cose condivisibili, viste nell'ottica del va tutto male.
    Coformismo di frasi ed espressioni trite.
    Conformismo che bisogna delle rime per aggiungere forza a discorsi talmente abusati da essere diventati ahimè deboli.
    Da Eugenio ci si aspetta i ben altri profondi pensieri di cui é capace.

    Giuseppe Beppe Provenzale

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  2. Non mi pare che oggi sia conformista chi critica la democrazia, ma chi nella sua sabbia ficca la testa come uno struzzo

    Ennio Abate

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  3. Non mi pare conformista chi critica la democrazia (quella nata in Grecia è intrisa di immensa nobiltà), e neanche chi critica questa nostra infida democrazia italiana, rimarcando che i nostri giovani del centro sud sono l’ultima disperata merce sul mercato.
    Non è vero che vanno in guerra per comprarsi la macchina, vanno in guerra perché non hanno lavoro.

    Giuseppina Broccoli

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  4. Il conformismo di cui ho detto non riguarda la "democrazia" - quindi non spostiamo l'attenzione - ma piuttosto l'usare "frasi ed espressioni trite" per impossessarsene "divide ad escludendum " come territorio esclusivo.
    C'é qualcuno che ama la guerra? Il terrorismo, le bombe su Gaza e i missili Kassam? Sicuramente no.
    C'é qualcun altro che non prova pena per quei bravi giovani disoccupati del Sud che...?
    Il conformismo delle posizioni traccia una riga di separazione tra occidentali "buoni" e "cattivi", tra buonisti e gretti malvagi.
    Ma non desidero sconfinare e mi fermo.
    Giuseppe Beppe Provenzale

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  5. Io invece non mi fermo.

    E' falso e fuorviante distinguere tra chi "ama" la guerra, le bombe e i missili e chi non "ama" la guerra, le bombe, i missili. O tra chi prova "pena" per i giovani disoccupati del Sud e chi non la prova.

    La distinzione è tra chi fa la guerra in nome della democrazia e tra chi dice che fare la guerra è scavare la tomba per seppellire la stessa idea di democrazia; tra chi investe i suoi capitali in attifità finaziarie lucrose invece che in attività produttive che creerebbero anche occupazione e chi
    è costretto dall'oggi al domani a perdere il posto di lavoro o deve adattarsi a lavori precari pagati una miseria.

    Ennio Abate

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