mercoledì 30 settembre 2026

Vengo anch'io? No, tu no!

 


di Ennio Abate

 Prima la serie A. Semmai dopo la serie B...Così andavano e vanno le cose anche nel "mondo della Poesia". Malgrado il titolo altisonante e negriano di "MOLTITUDINE", nel pomerio della cultura poetico-critica milanese  ci entrano  stavolta soltanto in 13.  Vedremo cosa diranno su Giancarlo Majorino, che spero li ascolti dal suo "paradiso nervoso". E verificheremo di quanto lo "sposteranno": verso la serie A o verso la serie B, verso i pochi in poesia o i molti in poesia. Ne riparleremo. 

ANNUNCIO DEL CONVEGNO E SCAMBIO SULLA PAGINA FB DI GABRIELA FANTATO

Gabriela Fantato
3 h 
SEGNATEVI LA DATA!
A cura della Casa della Poesia al Trotter APS
🔥 Sabato 10 ottobre 2026 🔥
Ore 16,30/20
ex chiesetta del Parco Trotter.
Via Giacosa 46, Via A Mosso 7
( MM1 Rovereto - MILANO)
💥💥💥💥💥
MOLTITUDINE.
Convegno sul poeta e critico Giancarlo Majorino.
coordinano Giusi Busceti e
----------------------
INTERVENTI

Al termine un aperitivo insieme!              

Commenti:  
                                                                                

 
 
dell'autore
Avrei anche io qualcosa da dire su Giancarlo Majorino. E' possibile fare un intervento tra quelli di serie A? O è previsto un qualche spazio per interventi di serie B a conclusione della sfilata di quelli della serie A?
  • Rispondi
  • Lo so benissimo che avresti qualcosa da dire anche tu!!
    Ma anch'io .
    E come vedi non intervengo, perché ci sono già molte voci 🔥
    Ma nessuno ci vieta di fare una seconda puntata su questo grande autore e amico che è stato Giancarlo.
    Non c'è stato spazio anche per altri autori e amici che comunque saranno presenti in altre occasioni.
    Faremo altri eventi su Majorino 🔥
  • Rispondi
  • Gabriela Fantato "E come vedi non intervengo, perché ci sono già molte voci 🔥"
    E con quale criterio sono state scelte le "già molte voci"? Non prendiamoci in giro con le seconde puntate o le altre occasioni. Così facendo rispettate e ossequiate proprio la gerarchia fra serie A e serie B.
  • Rispondi
  • martedì 15 settembre 2026

    Su "Anni Settanta" di Ennio Abate

     


    di
    Erminia Passannanti

    Nel recensire “Anni settanta” (qui) dell’amico Ennio Abate, vorrei rivolgere l’attenzione innanzitutto allo stile e al messaggio, alle contraddizioni e alla materia storica che attraversa questa sua poesia, lasciando sullo sfondo la stima verso l’intellettuale impegnato e sottraendo questo mio commento al rischio del mero omaggio personale.

    PER LEGGERE
    CLICCA

    domenica 13 settembre 2026

    ANNI SETTANTA


    di Ennio Abate


    sopportai |  

    il silenzio su com'erano stati | 

    prima e altrove | 

    non compagni |

    lo sdegno smisurato 

    per i calli degli operai | 

    la loquacità compiaciuta |

     in stanze fumose |  

    giovedì 10 settembre 2026

    Rinuncia

     

                                                                                  tab 2015

     

    di Ennio Abate


    nelle tristi schiere di quelli
    che le cose che contano
    le sanno ormai inutili
    dopo e le abbandonano
    strada facendo

    voglia di dirne altre

    ma in troppi a parlare 
    ad ascoltare chi strilla

    ciò che volevamo dire
    non lo diremo mai più



    4 feb 1975 | 10  set. 2026

    mercoledì 2 settembre 2026

    Laboratorio Moltinpoesia. Archivio: riepilogo


     di Ennio Abate

    Il Laboratorio Moltinpoesia, nei primi tre anni di attività, calamitò fervori, entusiasmi e contraddizioni di un piccolo  gruppo di amici e conoscenti, soprattutto milanesi ma pure  di alcune altre città.
                   Nel primo  comunicato stampa (2 marzo 2006) ne chiarii gli intenti: contrastare la crisi della poesia organizzando proprio gli «scriventi versi»,[i] di cui parlava Majorino (o, nel gergo di allora, il cosiddetto “pubblico della poesia”).
                  Pur avendo ben presente quanto ambigua  fosse quella diffusa  passione per la poesia,  spesso fondata su pochi o dubbi studi e motivazioni esistenziali oscure, puntai a fare del Laboratorio, a cui si partecipava -  (oggi va sottolineato)-  gratuitamente, un  luogo di discussione non gerarchico sulle questioni della poesia e aperto a tutti: dalla casalinga al docente universitario.
                  Gli incontri furono seguiti stabilmente da una quindicina di persone e raggiunsero un massimo di 50-60 partecipanti in particolari momenti. Più o meno guardati con diffidenza o ignorati dai “poeti di serie A”, in quel  “cantuccio” concessoci dalla Casa della Poesia di Milano, si fece un bel lavoro. 
                  Tenemmo riunioni quasi mensili, dal settembre al giugno di ogni anno e alcuni incontri presso altri circoli culturali di Milano o dei dintorni, per sviluppare una dimensione anche itinerante del Laboratorio. Partecipammo e/o gestimmo alcuni “microfoni aperti” della Casa della Poesia di Milano. Preparammo un questionario rivolto a redattori di riviste di poesia (cartacee e on line) o a cenacoli e associazioni culturali sempre di Milano e dintorni. Discutemmo alcune raccolte poetiche dei partecipanti al Laboratorio o di autori ritenuti di riferimento dai singoli partecipanti o su vari temi. Ci divertimmo anche a fare alcuni -elementari ma significativi - esperimenti per produrre insieme un testo poetico a partire da un tema. Costituimmo un embrionale “Gruppo Critici”. Stampammo e pubblicammo a nostre spese cinque numeri di un «Fogliettone Moltinpoesia».[ii] Mettemmo in cantiere la compilazione di un «Dizionarietto dei moltinpoesia», che voleva documentare in modo ragionato la produzione di massa di testi poetici o parapoetici. E, infine, a partire dal maggio 2009, gestimmo il blog Moltinpoesia.[iii]  
                  I contatti tra i partecipanti al Laboratorio furono coordinati da me. Preparavo i calendari annuali delle attività e, per ogni incontro, un dettagliato resoconto, seguito spesso da un vivace scambio di commenti per posta elettronica.[iv]



    Note 

    [i]  E chi sono per noi che su riviste
    di poesia pubblichiamo i versi
    che ci piacciono? Fratelli? Concorrenti?
    Compagni di strada? Pedine da manovra?

    (https://moltinpoesia.blogspot.com/2010/03/ennio-abate-i-molti-nella-poesia-doggi.html)

    [iv] Tra gli incontri più seguiti e significativi ci furono quelli con: - Giancalo  Majorino sul Viaggio nella presenza del tempo (dicembre 2007); - Giampiero Neri su Teatro naturale e teatro storico (marzo 2008);  - Eugenio Grandinetti su Catullo e la poesia degli antichi (marzo 2009); - Enzo Giarmoleo su Ferlinghetti; - Leonardo Terzo e Simona Viciani su Bukowski; - Loredana Magazzeni, curatrice dell’antologia «Corporea»  di poesia femminile; - l’attore Oliviero Corbetta,  che recitò testi di Franco Fortini in una “prova di spettacolo” intitolata «Per un buon uso delle rovine. Storia d’Italia tra poesie e prose» (febbraio 2010). L’elenco degli incontri tenuti dal Laboratorio Moltinpoesia di Milano si legger qui: https://moltinpoesia.blogspot.com/2023/12/moltinpoesia-gli-incontri-dal-2007-al.html

    martedì 25 agosto 2026

    Laboratorio Moltinpoesia di Milano. Archivio: Rendiconto 2011


    di Ennio Abate

    Pubblico il resconto delle attività del Laboratorio Moltinpoesia di Milano che scrissi nel 2011 su richiesta di Giancarlo Majorino, fondatore e presidente della la Casa della Poesia di Milano
     

    «Questa nostra dottrina sarà forse accolta con un sorriso da coloro che, riservando alla massa del popolo i vizi propri di tutti i mortali, dicono che il volgo è in tutto sregolato, che fa paura se non ha paura, che la plebe o serve da schiava o domina da padrona, che non è fatta per la verità, che non ha giudizio, ecc. Invece la natura è una sola ed è comune a tutti… è identica in tutti: tutti insuperbiscono del dominio; tutti fanno paura se non hanno paura, e ovunque la verità è più o meno calpestata dai cattivi o dagli ignavi, specie là dove il potere è nelle mani di uno o di pochi che nell’istruire i giudizi non hanno di mira la giustizia o la verità, ma la consistenza dei patrimoni

             Baruch Spinoza, Trattato politico

     Il Laboratorio Moltinpoesia  ha iniziato le sue attività nel 2006. Il suo scopo -  rispondere alla crisi della poesia mobilitando le energie dei tanti che oggi scrivono o s’interessano di poesia con molta passione e poco o dubbio studio - fu chiarito nel primo  comunicato stampa del 12 marzo 2006.[1]

    sabato 22 agosto 2026

    SUL QUADRO AL 21 AGOSTO 2026

     


    di Ennio Abate |Tabea Nineo


                                                                   al centro l’albero vive ancora
                                                                   ma in foglie  affumicate
    contadino dimmi tu
    come  inseguirai
    l’animale in fuga dal passato
                                                                   madamina cagnolina  signorina
                                                                   quanti oh
     in alto poi si vedrà
                                                                   il bianco è figura
                                                                  voi suoi tatuaggi



    lunedì 17 agosto 2026

    Sui tentativi di ripensare la poesia di Lorenzo Calogero


     Sulla pagina FB di Luciano Aguzzi (qui) è comparsa un'attenta e acuta lettura del poeta calabrese "fuori norma" (anche nella vita) o "inclassificabile". La riporto in Appendice. Qui copio il mio commento e la replica di Aguzzi:

    venerdì 14 agosto 2026

    Raccomandazioni al Narratore


    di Ennio Abate


    narratore sii indulgente
    nella luce tersa del mattino farai con me il percorso
    da via Sichelgaita alla parrocchia di San Domenico

    dopo le prime due curve in discesa
    la serpentina in piano di via Avenia
    che – fino al termine – ha a destra il muretto lungo e basso
    e a sinistra finestre a pianoterra – tante e d’un verde oliva scuro
    tutte chiuse ancora nel sonno

    vedi come si precipitano gli occhi sulle cime
    – quasi le toccano – dei nespoli a foglie larghe
    cresciuti fin quassù dai giardini ombrosi sottostanti

    vedi come  spio nelle camere
    – qui le finestre son già spalancate –
    delle palazzine (ultima la Clinica Laurenzi)
    e nei riquadri di luce tra le loro facciate
    l’orizzonte con il mare fosco in basso
    e il cielo in chiaro altissimo

    e quando sul ponticello della ferrovia
    guarderai l’antro buio che inghiottì la suicida tradita dal marito
    rallenta il ritmo del racconto

    poi la discesa ripida falla di corsa
    e ricomponi tu le impercettibili variazioni dei ricordi

    ohi, la garitta della sentinella di turno alla caserma della polizia
    Porta Rotese coi pietroni rinfrescati dal fruttivendolo che apre il negozio
    il seminario arcivescovile
    teatro immobile del fanciullesco e cattolico disastro di cui hai detto
    fino al vicoletto cinque finestre  cinque inesplorati mondi 

    finestra a pianoterra con grate e suono di pianoforte
    con suore di Cristo Re e intraviste fanciulle

    finestra – anch’essa a pianoterra – del cieco
    che riconosceva i nostri passi di ragazzi
    e c’intratteneva per avere un po' di compagnia

    finestra in alto delle inafferrabili tre belle sorelle
    ammiratrici e ammirate – che andavano al Magistrale

    finestra da dove spiava monacale la sorella di C.
    in carnale rotonda tristezza

    finestra – due piani più su – dei M.
    un subbuglio inquieto di quattro figli maschi e d’ira paterna

    infine la scalinata di san Domenico
    mattutina meta di noi ragazzini giocondi servitorelli di preti
    mezzora prima già là, nella sacrestia lunga –
    i muri bianchi altissimi un solo tondo di luce in alto


    20 gennaio 2023





    sabato 1 agosto 2026

    Fogliettone 2 MOLTINPOESIA aprile 2009


     

    per leggere clicca
    https://www.poliscritture.it/2026/08/01/fogliettone-2-moltinpoesia-aprile-2009/

    venerdì 12 marzo 2010

    FOGLIETTONE "MOLTINPOESIA" N.2 APRILE 2009

    LA SERATA DEL 26 MARZO

    «Buonasera, mi presento. Sono Moltinpoesia.
    I poeti laureati mi chiamano invece Similpoesia, Parapoesia
    o giù di lì.
    Ma io non mi lascio impressionare.
    Leggo i loro nomi e capisco perché hanno scelto di guidare
    il Rito che amministra Bellezza e Qualità
    solo per conto di Partiti Chiese e Università».
    Con queste parole irrituali, Ennio Abate, che coordina il Laboratorio della «moltitudine Poetante», attivo dal marzo 2006, ha scelto di introdurre la bella serata svoltasi il 26 marzo 2009 nella Palazzina Liberty, alla Casa della Poesia.
    Una serata ben riuscita, grazie all’intelligente regia di Maria Dilucia e alcuni suoi collaboratori teatrali, anche se preparata in fretta e furia. Dopo la presentazione di Abate, la sceneggiatura prevedeva la lettura dei testi scritti dai partecipanti al Laboratorio o degli iscritti alla nutrita mailing-list che segue con attenzione e anche da lontano (Roma, Salerno, ecc.) il prezioso lavoro. Per non appesantire lÊuditorio, nellÊintervallo, da una composizione allÊaltra, sottofondo musicale. Parola poi a Donato Salzarulo per presentare le varie rubriche di questo Fogliettone, a Luisa Colnaghi per illustrare il lavoro di traduzione fatto da molti partecipanti su diversi testi e a Grazia de Benedetti per sintetizzare uno dei tanti dibattiti di approfondimento svoltosi a colpi di e-mail: quello sulle poesie dialettali e sul rapporto dialetti-lingua italiana. A ringraziare per l’attenzione e l’accoglienza, infine, Beppe Provenzale che, partendo dal verso di un’ode musicata da Handel («La salute gentile scende su ali piumate»), incoraggia il pubblico a fare l’esperienza della poesia, ad uscire «dal tempo stretto e relativo di tutti i giorni». Erano presenti alla serata anche Giancarlo Maiorino e Tommaso Kemeny. Testi ed interventi sono leggibili sul sito www.poliscritture. it nella sezione «Diario di lavoro dei Moltinpoesia». Chi lo visiterà potrà giudicare la serietà e profondità del lavoro finora svolto e in corso.

     


     


    martedì 21 luglio 2026

    Sguardi


    di Ennio Abate

     

    Cocci di vetro
    e nella cantina
    un graffio di sole. 

    Capocchie lucenti
    di spilli nel catrame. 

    Legni della segheria
    bagnati di pioggia.

    Il corno di vacca
    in cima al palo.

     

    (1963 circa)

    sabato 18 luglio 2026

    Mi sfiorassero ancora

     




    di Ennio Abate



    mi sfiorassero ancora

    l'anatra colorata

    con pastello d'infanzia

    e le anguille nella pentola

    tranquille

    e in rimorso

    la coda del gatto impiccato


    (1963 circa)





    * Tabea Nineo, Anatra, disegno 19 feb. 1992

    venerdì 3 luglio 2026

    Inchiesta sugli immigrati

     


                                                                                             poesie su Cologno Monzese (2)

    di
    Ennio Abate 


    mercoledì 1 luglio 2026

    Cantieri

     


    poesie su Cologno Monzese (1)

    di Ennio Abate

    mentre nella mia stanza solitario accumulo appunti
    di fronte a me altri - imponente - hanno elevato
    un palazzaccio e  trasalendo me ne accorgo
    quando - cemento d'oggi dimensioni d'oggi -
    l'enorme quinta ha sigillato il rettangolo
    di mutevole cielo che vedevo dalla mia finestra
    e se m'affaccio controllo quanto ad ovest
    ne ha ritagliato e come due ore quasi prima
    sottrarrà - per sempre - il sole alla vista

    attorno altri casermoni ingentili dall'uso
    un prato che pur fiorisce a primavera
    una sua spellacchiata esistenza
    nugoli di bimbi in movimento impavido
    fra stagioni di luci e nebbie

    undici piani dunque
    lavoro a un centinaio di muratori e tecnici
    appartamenti a seicento famiglie
    profitti alla cooperativa che mai coscienza illuminerà

     il braccio della gru ha ruotato lento silenzioso
    e seminato carichi per due anni un altoparlante
    ha gracchiato avvisi la sirena distribuito intervalli

    i muratori - fantocci di Breughel accanto a fuochi
    mattutini li ho visti entrare e uscire lentamente o di corsa
    e comparirmi davanti dal panettiere o al bar qui sotto
    contemporanei fotografabili televisivi 
    per tornare poi sui ponteggi affacciarsi a gruppi
    guidare i moti della carrucola scomparire
    nelle cornici spoglie dei piani in spazi d'altra luce

    dai bimbi ho saputo anche che i cani da guardia
    ululanti a notte - hanno avuto la loro leggenda:
    una cagna ha figliato è morta e il cane nero
    a lungo l'ha vegliata 

    gli appartamenti pronti a breve
    custodiranno parti della vita normalmente orrenda
    di seicento famiglie che hanno risparmiato
    e litigato per risparmiare

    pure i miei appunti scritti all'ombra del palazzaccio
    tratterranno parti della mia vita altrettanto orrenda di questi anni
    e l'interrogazione su quella a noi tutti mancante



    (anni '90-'95 | 1 luglio 2026)


    * Foto. Condominio Boccaccio 14/16 a Cologno Monzese  soprannominato "Colosseo"

    Collage di rovi




    di Emma Pretti


    Morso di lupo

    La notte che le stelle giacquero

    m’insegnarono il male.

    Se ne stava col pelo ritto

    fuori dalla porta

    e bestemmiava sé stesso.

    Io proprio non capivo

    dove ruzzolassero le sue parole

    fuori dalla fosca cortina della nebbia.

    Gobbo mi sembrava e straricco

    e rapido a sparire

    lasciando come traccia solo l’impronta

    della propria lingua.

    Rappresentava il lupo la civetta l’avvoltoio

    o una colonna supersonica di fuoco

    -          tutte le disumane difformi apparenze.

    L’unico colpevole rimasto

    con gli occhi roteanti nelle orbite vuote

    mi raccontò del suo bosco perfetto

    dove si raccolgono solo funghi velenosi.

     

     

    Sacrificio

    Serpenti senza legge

    nella catapecchia manicomio

    che tende verso la scarpata:

    com’è possibile confrontare

    la cornacchia e la lepre

    rispetto a una simile posizione?

    Non c’è idiota che non conosca

    La strada sdrucciola

    che fa di caino omicida

    il miglior donatore.

     Dalla raccolta Economia del bosco, Caramanica editore, 2002

      

     

    Afasia del male

    Se i colpevoli non ci sono più

    la memoria tace.

    Dio sceglie il silenzio per salvare

    le insensate ragioni del male inconcepibile

    che cavalca i margini delle ombre e i loro tentacoli

    e in lui dimora carbonizzato dal suo sguardo.

     


     Nel mezzo di un’aquila dipinta

     L’amore se l’han bevuto le stelle

    Il sole brucia senza far rumore

    E l’odio adesso è una risorsa.

    Non costa niente, come un pezzo

    di pane comune.

    Segatura sotto i denti

    Brace accesa tra i capelli.

    Non sa leggere e non sa scrivere

    Ma canta, canta al suono

    Possente dei tamburi.

    Canta e divora

    -          Divora e geme.

     Dalla raccolta Modalità silenziosa, Genesi editrice, 2017

     

     

    Istant poem

    nel singhiozzo della tortora

    l’alba è domani.

    Manca pace e pioggia.

    Componimento inedito

    domenica 28 giugno 2026

    "Rumori di fondo" di Luca Chiarei

     




    "Un lettore attento potrà [...] cogliere anche in questi rumori di fondo ascoltati nella citta vuota (di politica, di futuro) qualche segno di ciò che oggi ci manca." (E. A.)

    venerdì 26 giugno 2026

    Aborto poetico pensando a un poema satirico

     


    di Massimiliano Gusmaroli

                                                  Scrivere uno scritto satirico è come

                                                              abbattere due uccelli con una sola pietra

                                                                                     (Baudelaire, da «La ville des anges»)

     

    venerdì 12 giugno 2026

    Lezione del gatto nero

     

    di Ennio Abate

    ah, come l’ho imparata la lezione del gatto nero
    che quand’ero bambino mangiò il passero 
    lasciando  soltanto una zampetta stretta
    nello spago con cui l’avevo legata  
    al piede d'una sedia di paglia

    andò così: tanta cura avevo di quel passero
    - dono di un mio intrepido cugino di campagna
    d’animali   più di me sapiente cacciatore

    ma qualcuno - chi? -  lasciò socchiusa una porta
    ed ero assente quando arrivò rapido e furtivo
    dal giardino  assolato  nella  stanza in ombra  

    dopo lo scempio l’ inseguii a sassate e
    per giorni quel maledetto gatto nero nero


    (2017 | 12 giugno 2026)

    mercoledì 10 giugno 2026

    a tagliola


     di Ennio Abate


     

    la neve fredda assassina

    suo umile complice
    Guglielmo
    ragazzo e cugino
    prepara tagliole

    oh, pettirosso!
    oh, passero!

    (e la pioggia, il vento
    gli alberi lì intorno?)


    (1dicembre 2017)

    lunedì 8 giugno 2026

    Ricami e affondi sulla crisi della poesia

     


    di Ennio Abate

    Ricami - come quelli sulla pagina FB di Gabriela Fantato di cui ho detto qui -  sono pure quelli di Alessandro Carrera sul blog "Le parole e le cose 2" (qui).
    Affondi quelli di Franco Fortini in questa intervista del 1993 a RAI Educational, ora non più in circolazione ma che può essere letta interamente qui

    venerdì 29 maggio 2026

    In memoria di Giorgio Linguaglossa


    Giorgio Linguaglossa è mancato a Roma il 20 aprile 2026. Il rapporto burrascoso che ho avuto con lui tra il 2010 e il 2013 e la successiva rottura non impediscono un mio omaggio sincero alla sua combattiva figura di poeta e di critico. Rifletterò sul suo lascito e forse ne parlerò ancora pubblicamente. Per ora ospito volentieri su Poliscritture i versi a lui dedicati da chi gli è stato fraterno amico e interlocutore puntiglioso per lunghi anni. [E. A.]

    lunedì 25 maggio 2026

    Poesia come lavoro o “essere vivente”?


    di Ennio Abate

    Questo è il mio intervento nella discussione aperta oggi da Gabriela Fantato sulla sua pagina FB. In Appendice il suo articolo.

    domenica 24 maggio 2026

    cronaca al volo (1)


    maggio 2026


    di Ennio Abate 

    ah, sì, sì | Italia |  nel gorgo |dicono | della “disoccu-flazione”| la chiamano così | posti (tanti) di lavoro distrutti| e non ti dico  che  fine  farà | il potere d’acquisto | così equamente distribuito |da nord a sud | dall'alto all'alto

    un paese che non c'era | nacque nel  1948 | sfollando 700.000 persone | occupando | distruggendo | villaggi | con le cattive o le buone maniere| ma distruggendo | erano amici nostri | ammirati | gli abbiamo preparato il terreno | nemici d'oggi | temuti

    ah, ah | vecchi del '68|  piacerebbe imbarcarci | eh | con la Flotilla | e non invidiare più | i giovani presi a botte e | torturati | ma non | come capita ai palestinesi | un po' di meno | come s'addice a schiatta occidentale  

    venerdì 22 maggio 2026

    Una segnalazione e un commiato

     


    di Ennio Abate

    Cara Marina,vi seguo tramite la vetrina di FB. So della recensione di Massimo al libro di Velio Abati. (L’ho ricopiata anche sotto l’articolo di Poliscritture che segnalava l’uscita di La guerra d’Argo). So dell’uscita del tuo libro. E lo segnalerò anche su Poliscritture. Di più non mi sento di fare. Sono sempre più in rotta con l’area poetica-politica che a Milano, tra il mondadoriano Cucchi, Casa della Poesia di Milano in mano a De Angelis & C., Casa della Poesia al Trotter, guida ora la danza. Proprio ieri ho polemizzato coi “trotteriani” (https://moltinpoesia.blogspot.com/2026/05/contro-i-trotteriani-si-predica-bene-si.html).Un caro saluto a te e a Massimo.

    giovedì 21 maggio 2026

    adesso che

     


    di Ennio Abate



    il lampo non mi sfiorerà
    adesso che
    un cane in guardia per una finta sassata
    pochi amici di svista
    mi sono bastati per mesi

    martedì 19 maggio 2026

    Contro i "trotteriani": si predica bene, si razzola male.


    di Ennio Abate

    A.
    «Questo slittamento si manifesta con particolare evidenza nelle polemiche ricorrenti sullo «stato della poesia contemporanea». Frasi allarmistiche, annunci catastrofici di morte del poetico, di irrilevanza culturale, di svuotamento del senso o di decadenza irreversibile riempiono riviste specializzate, blog, convegni e social network. Eppure, a queste diagnosi apocalittiche segue raramente il coraggio elementare di una citazione precisa, di un esempio concreto, di un verso o di un nome portato come emblema negativo»

    B.
    «È proprio in questo vuoto di ascolto autentico che emerge con frequenza sempre maggiore la figura del critico-Narciso. Non più il critico come servus poetae (servitore del poeta), secondo l’antica e nobile concezione, ma colui che utilizza il testo come specchio lucido per contemplare la propria intelligenza, la propria coerenza teorica, la propria identità di opinion maker accademico o di intellettuale mediatico.»*

    *da La critica letteraria: un umile cammino verso l'altro di Sergio Daniele Donati: https://www.facebook.com/SergioDaniele.Donati/posts/pfbid02TmyMPmVDeKEf1GXyQ7WXoUpej38HeqMBEjb5PU2ymdQjz4eGDTSwFtThdFL2m4ELl?locale=it_IT
    oppure:
    https://www.casapoesiatrotter.it/post/la-critica-letteraria-un-umile-cammino-verso-l-altro?fbclid=IwY2xjawR43nJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeknLxE_wCp18nXjLMig_eay97jwAZWQddwiVn1bQrl3FQaVqc2lCMxhf0b7I_aem_0IDWOrztrU3ltVXyU5hTTA

    C.
    E dov’è «il coraggio elementare di una citazione precisa, di un esempio concreto» del “critico-Narciso”?

    domenica 17 maggio 2026

     di Ennio Abate

    avevano
      alzato le mani| i fucili erano pronti a sparare | gli occhi si voltavano | attendevano il colpo | le gambe belle della donna  tremavano o no?

    Il Canada e un sogno


     


    di Fabio Strinati



                                            (A Bruce Hunter)



    Prime nevicate d’ottobre;
    cantastorie in una tempesta
    attraversando lo spettro
    del mio cuore lungo il fiume
    della strada appariscente...

    La musica del menestrello
    canta di un poeta con in mano
    una chitarra nella scrematura
    nel bicchiere della pietra;
    una foglia di cedro rosso,
    al calar della notte, sulla baia
    dei sogni azzurri...,

    con un faro di speranza
    del balsamo l’abete.

    Scioglie la neve sotto ai ponti
    la sua storia al diamante, d’acqua
    nitida, la chiarezza del Canada
    nel silenzio immobile.

    giovedì 14 maggio 2026

    In esodo, ti dico, in esodo


    Tabea Nineo, In fuga, olio 70×100


    di Ennio Abate

    in esodo, ti dico, in esodo
    vai anche da vecchio solo
    non chiedere compagnia d’altri

    Poesia a un giovane poeta




     di Massimiliano Gusmaroli

    Ero giovanissimo, cominciai a dodici

    scrivendo versi già impegnati, inclini

    a esser già duri col mondo, Pasolini

    delle "Ceneri" già scartava i più facili

    approdi e agli esperimenti mi guidava

    con disciplina di luce, come gli angeli;

    e così io non fui mai come lui: un nini

    muart, un giocoso Narciso fanciullino

    ma presto adulto fui dentro i codici

    della poesia civile che in alto brillava

    e nel basso così presto poneva il donzel

    nella fossa, con un terribile abominio.

    Nei miei dodici, già i suoi cinquantatre!

     

    venerdì 1 maggio 2026

    AHI, SERVA ITALIA....



    di Ennio Abate



    servi noi fummo
    di "Franza o Spagna
    purché se magna"

    servi noi siamo
    purché sui social
    sbobba ci danno


    * in merito alla notizia di "Trump [che] minaccia di ridurre le truppe americane anche in Italia" e alle reazioni di quanti dicono che "dovremmo allora avere il coraggio di rimandare al mittente le minacce di ritiro dell’esercito dal territorio italiano."